A’ed, la Marianna di Gaza

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Uno scatto diventato famoso. Un palestinese di vent’anni, il fotografo di un’agenzia turca, un istante fortunato creano, forse, un’icona grafica del 21esimo secolo.

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A’ed Abu Amro ha vent’anni, il viso ossuto e il fisico scolpito. Non è uno di quei corpi da palestra, sembra più quello di un gladiatore. Quei corpi scolpiti nella Roma repubblicana, dove il realismo, le cicatrici e difetti dei volti e dei corpi incisi nel marmo raccontavano il governo del popolo e non degli dei.

A’ed Abu Amro ha in mano una bandiera palestinese, quella che si porta sempre dietro alle manifestazioni racconta, nell’altra la fionda, da millenni la tradizionale arma dei pastori del deserto. Una fionda contro i fucili mitragliatori a Gaza.

La foto si riferisce al tredicesimo tentativo di forzare il blocco israeliano via mare, un blocco imposto da Israele agli agonizzanti territori palestinesi.

Il blocco è una diga fortificata nel Mediterraneo, circondata di filo spinato, idealmente costruita per impedire infiltrazioni terroristiche in Israele.

L’ennesima follia israeliana che pensa di potere sopravvivere alla Storia erigendo ovunque muri di cemento armato e di reti metalliche, alla ricerca di una sicurezza che non esisterà mai.

Il successo di questa foto, molti di voi l’avranno capito. Senza volerlo, ricorda un celebre dipinto che inneggia alla libertà, un’icona pittorica ormai patrimonio dell’Europa libera e illuminista. È la Marianna sulle barricate di Parigi di Eugène Delacroix , il titolo: “la Libertà che guida il popolo”.

marianna

A’ed Abu ha detto ad Al Jazeera: “protestiamo per la nostra dignità e per quella delle generazioni future.”

La dignità è quello che rimane al popolo palestinese, Tenuto ammassato in agonia dall’esercito israeliano.

A’ed Abu ha forse piccoli sogni, sogni che può avere un’abitante della striscia, con la povertà diffusa e il 46,6% di disoccupazione. 11 anni di embargo hanno portato la povertà a livelli altissimi (l’85% vive sotto la soglia di povertà con due dollari al giorno), il sistema sanitario è al collasso. Dopo i 15 anni, il 25% dei ragazzi palestinesi abbandonano la scuola per mancanza di prospettive e per un’istruzione di scarsa qualità e dunque inutile. 1 milione e 600mila palestinesi in un territorio di 50 chilometri per 10, con una densità abitativa tra le più alte del mondo.

A’ed Abu in fondo ha solo la sua dignità, e anche questa rischia l’asfissia come un cane chiuso i un baule. La morte e la povertà accompagnano i palestinesi per mano, le vessazioni e i soprusi sono il loro pane. La foto che ritrae A’ed commuove noi grassi europei, ma è la foto di un morto che cammina. Non c’è speranza a Gaza, il solo odore è quello dei lacrimogeni, il suono è quello delle esplosioni e delle sirene delle ambulanze.

Ammirate A’ed e il suo corpo scultoreo, commuovetevi e poi scordatevene. A’ed non esiste più, e se esiste la sua vita non vale la pena di essere vissuta.

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