Anche il PPD cala le sue carte

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Le liste per il Consiglio di Stato sono come le ciliegie, una tira l’altra. Ieri è toccato al PPD.

A un Paolo Beltraminelli-walking dead, amato sia nel partito che fuori come un’eruzione cutanea alle mucose, si affiancano quattro coraggiosi che si impegneranno probabilmente a fargli le scarpe.

Parliamo di Elia Frapolli, belloccio enfant prodige, Tom Cruise di noialtri, che forte di cotanto zio, scende in lizza ammettendo di averci perso il sonno. Non è che Ticino Turismo, di cui è direttore, faccia faville, bisogna però ammettere, a onore del vero, che gestire il turismo in questo cantone di orticelli è come cercare di mettere pace in una gabbia di manguste.

Accanto al bell’Elia, Alessandra Zümthor, ex mezzobusto televisivo e direttrice dimezzata del GdP. In cerca di un posto, tenta la scalata al soglio del Consiglio di Stato, avendo dalla sua la recente popolarità dovuta al grounding del giornale, e una sana esperienza nel gestire realtà fallimentari, il che per il Ticino può essere un atout.

Michele Rossi è la fotocopia della liberale Cristina Maderni , entrambi strappati all’economia, presidente dei fiduciari ticinesi l’una, avvocato e delegato per le relazioni esterne della Camera di Commercio l’altro. Una garanzia per lavoratori e classi meno abbienti, che troveranno in entrambi la velata accondiscendenza che aveva la regina Maria Antonietta coi pezzenti di Parigi.

Buono invece Raffaele de Rosa, Giovane e dinamico, primo sindaco del nuovo comune di Riviera, vittorioso sull’ex collega e sindaco di Osogna Alberto Pellanda del PLR. E battere un PLR ti da sempre qualche punto di vantaggio alla partenza.

I nominativi dovranno comunque essere approvati dalla direzione del partito, e Giovanni Jelmini, già pescatore di frodo e allegro conducente, si è comunque detto disponibile. Sarà ballottaggio? D’altronde come dicevamo, l’anatra zoppissima, anzi praticamente cotta Beltraminelli agonizza nell’aia di Palazzo delle Orsoline, e il suo posto fa gola a molte volpi…

 

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