Argo1, quattrocentomila franchi in nero

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A questa cifra ammonterebbero le ore straordinarie pagate in nero, ora che l’inchiesta gestita dalla procuratrice Margherita Lanzillo in merito allo scandalo Argo1 arriva in dirittura d’arrivo. Quattrocentomila francuzzi, di cui 70’000 di debito al canton Ticino per oneri sociali non versati.

Oltre al danno, dunque, anche la beffa. E Sansonetti, il mattacchione che teneva in piedi la baracca, ha pure denunciato per un milione e rotti la nostra RSI, rea, a suo parere, di avergli creato un danno d’immagine e patrimoniale. Sembra il teatro della commedia dell’arte.

Oggi ci ritroviamo invece noi e le assicurazioni sociali ad avere un danno. Un danno che si poteva prevedere, anche solo calcolando quanto ci costavano i vigilantes di Sansonetti.

Forse qui c’è il dolo che crea più rabbia, al saldo dell’appalto deliberato senza concorso e per cui ancora oggi non sappiamo esattamente chi ringraziare e perché.

Un dolo che qualsiasi persona con un po’ di sale in zucca avrebbe potuto subodorare, soprattutto valutando i costi di Sansonetti e della Argo1 molto più bassi delle concorrenti, tenendo conto poi quanto sia agguerrita la concorrenza nel settore della sicurezza. Perciò la logica diceva che qualcuno doveva smenarceli quei franchi, o i lavoratori stessi o le assicurazioni sociali e il Cantone, che si trovano ora col buco.

Ignorare tutto questo in nome del risparmio è stato da irresponsabili.

Scrive la RSI, dal suo sito RSI News:

“Il documento quantifica al centesimo sia la massa salariale non dichiarata, sia i contributi complessivi (quota del datore più quota del dipendente) che lo Stato avrebbe dovuto incamerare. Nel primo caso si parla di oltre 400’000 franchi. Gli oneri sociali non versati (pure riferiti al periodo 2015-febbraio 2017) ammontano invece a poco meno di 70’000.”

Non ne sapevo nulla, dichiara l’amministratore di Sansonetti. E avanti così col consueto circo. Non c’ero, se c’ero dormivo e se dormivo sognavo di non esserci.

 

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