Auschwitzland sta arrivando

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Selene Ticchi non è di certo il lapis più appuntito della scatola. Nel variegato mondo fascista spesso vivono questi personaggi border che sposano la causa come se non ci fosse un domani. Selene è la donna che al raduno di Predappio, a cui si sono presentati in un paio di migliaia per commemorare il Duce Benito, aveva la maglietta con la scritta “Auschwitzland” che imitava il logo di Disneyland.

Che Selene sia una povera disgraziata lo dimostra anche il fatto che lo stesso movimento di Forza Nuova, che di più fascista c’è solo Casapound, l’ha scaricata. La signora non rappresenta il movimento. Perché se fare il fascista ultimamente rende, prendere in giro lo sterminio di milioni di persone è un po’ meno pagante.

Che poi in molti tra le file fasciste, la pensino come la signora Ticchi, è un dato di fatto, ma esprimerlo troppo apertamente fa male, e i signori di Forza Nuova lo sanno benissimo. La stessa cosa vale pure da noi e coinvolge persone vicine alla destra nostrana, come il portavoce dell’UDC Ticino, licenziato per aver espresso posizioni nazistoidi, o numerosi esponenti politici leghisti anche loro invischiatisi da soli in seguito a post razzisti o filonazisti (leggi qui). Di tutta questa storia, oltre alla delirante maglietta, la cosa più curiosa è l’attacco che Casapound, nella persona di Simone di Stefano, uno dei suoi leader, fa ai colleghi di Forza Nuova, una cosa che se sei uno di sinistra rimani lì con lo sguardo incantato che sembra di avere visto una cometa.

Per Di Stefano, quegli idioti con magliette demenziali infangano il nome dei gloriosi fascisti caduti. Roba da film dell’Istituto LUCE.

Che ci siano frizioni tra i due movimenti non è cosa di oggi, già nel recente passato Casapound, la stessa che in merito allo sgombero della Finanza aveva dichiarato che sarebbe finito in un bagno di sangue, aveva criticato Forza Nuova per la marcia su Roma o per altre azioni ritenute controproducenti. Anche la Lega, che da decenni soffia sul razzismo popolare ha preso ipocritamente le distanze dalla povera Selene.

Alla fine, in questo gioco ridicolo del distanziarsi tutti, Lega, Casapound e Forza Nuova, non fanno che confermarci una cosa. Nei loro movimenti idee così esistono e sono anche frequenti, ma il tentativo è di passare per vagamente responsabili, in modo da non spaventare troppo il popolo che può sì simpatizzare, ma si spaventa anche facilmente. E allora si sacrifica la pedina, perché la povera Selene conta come un pisello in un silos di grano, per fare vedere che si è sì fascisti, ma onesti.

Il fascismo è un crimine, lo è per la legge italiana e quello che preoccupa non è Selene, che è in realtà una povera stupidotta ingenua, ma le autorità di Predappio che permettono la commemorazione fascista anche se è contro la legge. Quelli sono molto più pericolosi della sola e pittoresca Selene.

 

 

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