Bello Figo a Belli in Fuga

In effetti, forse, garantire la sicurezza in seguito a volantini da nazisti di bettola o anonimi che minacciano via SMS non è la stessa cosa che fare un blitz a caso in gran forze e tenere le persone in un locale pubblico per ore. Ci vuole impegno.

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Non c’è pace per Bello Figo Gu in Ticino. Dopo l’annullamento della serata al WKND dell’anno scorso, in seguito all’esposizione di alcuni volantini nazi-maccheronici, anche l’esibizione prevista per sabato scorso all’Espocentro di Bellinzona è saltata. ll motivo? Minacce ricevute dagli organizzatori via sms. Ora, mettiamo per un attimo da parte le ovvie considerazioni sulla libertà di espressione che abbiamo già fatto l’ultima volta (anche se il livello “musicale” del soggetto un po’, in effetti, potrebbe indurre a metterla in dubbio…). Lasciamo anche perdere i discorsi sul neonazismo, sull’estrema destra e altra roba simile. Concentriamoci su altro.

Minacce ricevute via SMS. Non il glorioso e sempre di moda pezzo di carta con le lettere di giornale incollate. Non una più tecnologica mail da un indirizzo anonimo mandata da dietro un server proxy. Neanche una telefonata fatta da una cabina, che fa tanto spy-story. No. Via SMS. Col numero magari in vista. Roba che con una denuncia si risale all’intestatario in 2 minuti. E se salvi il numero in rubrica e hai fortuna, gli vedi anche la faccia su Whatsapp e Facebook ti propone il suo profilo come “Persona che potresti conoscere”. Minacce via SMS. L’ultima frontiera del crimine ticinese, dopo il farsi beccare ad appendere i volantini comico-nazisti dalle telecamere ovviamente piazzate fuori dal locale. Le imprese dei piccoli Arsenio Lupin che non ci hanno creduto abbastanza, grandi gesta criminali da Totò Riina del grottino del Peppin.

Eppure.. le forze dell’ordine esprimono “perplessità” sullo svolgimento dell’evento e questo salta, come l’anno scorso il concerto del WKND fu annullato dopo un vertice con la polizia. Perchè in effetti, forse, garantire la sicurezza in seguito a volantini da nazisti di bettola o anonimi che minacciano via SMS non è la stessa cosa che fare un blitz a caso in gran forze e tenere le persone in un locale pubblico per ore. Ci vuole impegno. Sai mai che ti trovi di fronte un qualche grande genio dell’eversione che inizia un volantino “nazista” con “Buonasera” (educati, però, sti nazistoidi, quel che è giusto è giusto). O che magari quello che manda minacce via SMS è un profeta del Disordine e del Caos che il Joker di Nolan al confronto è Sbirulino.

Ci si chiede, in effetti, se davvero è così difficile garantire la sicurezza di fronte a minacce da peracottari. Ci si domanda, infine, cosa succederebbe se domani il primo buontempone mandasse, che so, un messaggio su Facebook di minacce per annullare, non un concerto di Bello Figo ma, per dire, una festa della Lega. O se prima di un raduno UDC (un esempio a caso, eh) comparisse un volantino a nome delle Brigate Comuniste Del Nuovo Partito Marxista Maoista Interista Anarchico-Libertario-Molisano per il Socialismo Prosciutto e Funghi della Via Rivoluzionaria del Boccalino per minacciare l’apertura di un gulag fra Faido e Chiggiogna per chi partecipasse all’evento. Ci sarebbero perplessità, o verrebbe magari schierato, che so, un battaglione di sergenti di polizia del Mendrisiotto con il vizio di scrivere roba nazista sui social? Chi vivrà, vedrà, si diceva. Sicuramente Bello Figo non si lamenterà troppo del concerto annullato: in fondo, lui non paga affitto.

 

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