Et voilà, spuntano pure i liberali

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A poco tempo dalla presentazione della lista socialista, ecco apparire quella liberale. Christian Vitta, consigliere di Stato in pectore, vede affiancata una lista che stupisce per un profilo bassino, non avendo a tutti gli effetti nessuno che lo possa insidiare veramente.

Gli altri quattro sono: il capogruppo in parlamento Alex Farinelli, l’uomo che fin dalla culla è stato addestrato per diventare Consigliere di Stato, Alessandro Speziali, presidente del PLR di Minusio, Sebastiano Gaffuri, granconsigliere e sindaco di Breggia e Cristina Maderni, presidente dell’associazione fiduciari.

Ci si domanda ora se davvero credono, i liberali, nella riconquista del secondo seggio, scopo nemmeno tanto velato di questa tornata elettorale. Ad un piatto forte come Vitta infatti, non si affiancano personalità particolarmente potenti, che oltretutto che sembrano abbastanza orientate a destra, a parte forse il giovane Sebastiano Gaffuri.

Christian Vitta sembra vivere sonni apparentemente tranquilli, anche se il suo tallone d’Achille ad oggi sembra proprio la politica fiscale, che persegue con ostinazione suicida quella masoniana.

Sonni apparentemente tranquilli, come dicevamo in questi giorni, perché il colosso dell’abbigliamento Luxury Goods con il dislocamento di 150 posti dal Ticino a Novara, ha dato l’ennesima seria botta al settore della moda tanto sponsorizzato dall’ex ministra Masoni.

Quello che doveva essere un eldorado, a sentire gli esperti, rischia di diventare un deserto salato. Aziende giganti che hanno sfruttato, come in passato, le agevolazioni fiscali liberali, se ne vanno o dislocano appena hanno vantaggi da qualche altra parte.

Sono aziende che non hanno nessun legame col territorio e con il Ticino, né emotivo ne di tradizione.

Il mordi e fuggi dei giganti modaioli potrebbe essere un pedaggio serio da affrontare.

 

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