Galeazzi e Quadri difendono l’esercito

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Il tenente colonnello Tiziano Galeazzi dell’UDC e il soldato semplice delle truppe di trasmissione Lolly Quadri aprono la camicia esponendo il petto ai vili colpi dei nemici di una centenaria istituzione

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No no, non è mica vero che l’esercito fa cose brutte. L’esercito è solo fottuto cameratismo, bivacchi col cervelat, pacche sulle spalle ed espressioni da ultimo minuto tipo: “signori, è stato un onore avervi sotto il mio comando” un attimo prima del massacro.

Troppi film americani che glorificano il soldato-guerriero ci hanno fritto il cervello. Se poi a questo aggiungiamo l’esercito di milizia, che per taluni è confortante come le calze di lana della nonna il gioco è fatto.

L’esercito è perfetto, bello, virile. Non c’è macchia ne obbrobrio. I soldati subiscono con gioia persecuzioni e punizioni, consci che la sofferenza in grigioverde è necessaria per il fine ultimo di cementare cameratismo e coesione svizzera.

Ecco allora sorgere dalle ceneri il tenente colonnello Tiziano Galeazzi dell’UDC e il soldato semplice delle truppe di trasmissione Lolly Quadri che aprono la camicia esponendo il petto ai vili colpi dei nemici di una centenaria istituzione. Comunisti, socialisti, SISA da una parte, per tradizione, e dall’altra le guardie del corpo della borghesia, come si diceva una volta.

“ora è facile strumentalizzare e generalizzare mescolando di tutto e di più partendo da questo triste episodio. L’occasione ghiotta fa l’uomo ladro, dice il detto e in effetti i detrattori son passati ad argomenti che nulla centrano con quanto accaduto. È stata l’occasione per riproporre l’abolizione dell’Esercito, l’abolizione della leva obbligatoria poi i detrattori sono passati al servizio civile e in fine qualcuno ha pure ventilato lo stop al rinnovo delle forze aeree, quest’ultime in un futuro prossimo dovranno sostituire parte dei jet militari. Ebbene hanno avuto il loro “orgasmo” nelle ultime 24 ore. Uno scempio sentirli proporre certe fantozziane proposte”.

Questo il tenore della locuzione patriottica di Galeazzi. Noi allora sarenmmo felici perché maltrattano le reclute e godiamo come ricci nel contempo? Poco elegante, Galeazzi. La realtà è che l’esercito è oggettivamente ormai una vetusta istituzione elefantiaca, che mangia risorse a uno Stato che invece continua a praticare tagli nel sociale.

Stessa solfa ad ascoltare Quadri, secondo me si sono messi d’accordo:

“chi vuole l’abolizione dell’esercito, come la sinistra, cavalca alla grande ogni fattaccio per portare acqua al proprio mulino: per questi signori – e per l’informazione da loro controllata – ogni atto di nonnismo è una goduria. Così l’esercito è costantemente sotto attacco mediatico e politico. Specie quando deve chiedere dei crediti in Parlamento… Quando fa comodo, anche gli antipopulisti diventano populisti”.

Anche qui, gli orgasmi multipli della sinistra si moltiplicano. Poi Lorenzo si lagna per l’informazione controllata da sinistra, quando metà dei giornali e dei portali e radio sono, in Ticino, in mano al Corriere, o in Svizzera a Blocher. Raccontala a qualcun altro la tua storiella dei media di sinistra.

L’esercito è sotto attacco perché la società, oggi, dopo più di settant’anni di pace, non comprende questi comportamenti vessatori e crudeli sui soldati, non comprende perché dobbiamo comprare decine di velivoli da combattimento con uno spazio aereo che percorrono da una parte all’altra in 25 minuti netti. Non capisce perché molti miliardi, che utilizzati meglio potrebbero fare volare la Svizzera nell’iperspazio, vengono spesi allegramente per un esecito che non reggerebbe l’urto di un suo omologo confinante nemmeno per una manciata di giorni.

Cinque miliardi di franchi all’anno costa il nostro esercito. Con quei soldi potremmo dimenticarci ogni preoccupazione.

Ah, una nota di colore. A sentire dei suoi commilitoni, Quadri quando era soldato nelle truppe di trasmissione passava più tempo in brandina che in servizio. Un’abitudine a fare poco che gli è rimasta come consigliere nazionale.

 

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