Gli svizzeri favorevoli alle corna

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Le mucche con le corna sono una cosa meravigliosa, non fraintendetemi. Già da piccolo amavo le vacche, mi piaceva mettergli la mano davanti al musone umido e sentire la grossa lingua lambire le mie propaggini di scimmia antropomorfa.

Questo connubio tra mammiferi, il primate e il bovino, sancisce un’alleanza di comodo, almeno da parte nostra, che merita più considerazione per la mucca.

Detto questo, siamo probabilmente l’unico Paese al mondo a votare se mantenere le corna alle vacche o segargliele.

Il problema è lo scompenso delle manze che, costrette da una natura crudele e prepotente a creare delle gerarchie nella mandria, si sentono castrate dalla mancanza di quelle armi che la sopracitata natura ha loro fornito per stabilire chi è la più forte.

Sarebbe anche facile dire che i problemi sono altri, d’altronde sono sempre altri. Parli dei bambini nepalesi che non hanno accesso alle cure e arriva uno che ti dice: “e i bambini Tibetani?” Parli della carne secca del Grigioni fatta con manzo argentino e arriva un altro: “e i knoblauchwürst bernesi?”.

Si chiama benaltrismo, l’attitudine a trovare problemi alternativi sempre e dovunque. La cosa buffissima è che gli svizzeri, quasi sicuramente, voteranno a favore delle corna. Le ultime proiezioni favoriscono le mandrie di bovine in maniera abbastanza netta.

Il che in fondo lascia straniti, è che il popolo che vota a favore delle corna è lo stesso che, autolesionista, vota contro una cassa malati unica, incornandosi da solo.

I meandri dell’elvetico cerebro rimangono misteriosi ai più, forse solidarizziamo con le escrescenze bovine perché, zucconi di natura pure noi, spesso andiamo a romperci la testa contro il muro. Che dire a questo punto? “la boca l’è mia sctraca fin che la spüza mia da vaca”. Ah, la saggezza popolare…

 

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