La faccia come il Cassis

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Cassis si allinea nel chiedere il rispetto dei diritti umani in Arabia Saudita, Curiosamente, quando si parla di Israele e palestinesi, la sua asticella dei diritti umani si abbassa vertiginosamente. Per non parlare delle nuove leggi sulla vendita di armi.

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Fantastico, il nostro ministro degli Esteri Ignazio Cassis, se ci fosse l’Oscar per l’ipocrisia, avrebbe una dozzina di nominations.

Fa specie sentire quanto si preoccupi oggi dei diritti umani in Arabia Saudita, quando fino a ieri ci facevamo affari, e che affari. Oggi, con l’isolamento internazionale, anche la Svizzera, che si è fatta più furba in queste faccende, decide di allinearsi.

Ecco allora Cassis, tutto contrito per il caso Khashoggi, affermare che le relazioni tra Svizzera e sauditi avranno delle conseguenze. Tradotto, significa che si vedrà un po’ come vanno le cose e se tutto si calma si ricomincia come prima.

Infatti, Cassis si è subito affrettato a dire che, si, insomma, in fondo si esclude di rompere completamente i rapporti. Una dichiarazione che lascia il campo libero a una infinita serie di interpretazioni.

Fa piacere però sapere che l’uccisione di un giornalista (vogliamo ricordare i russi e i loro giornalisti ammazzati?) scuote così Cassis e la politica svizzera.

La stessa politica che ha recentemente approvato la nuova legislazione sulle armi (leggi qui), garantendo alla Svizzera lauti guadagni permettendo lo smercio anche ai Paesi con in corso una guerra civile. Quei fatti, a quanto pare, non scalfivano minimamente i diritti umani né la tradizione umanitaria della Svizzera. Una farsa vergognosa.

Allo stesso modo, Cassis prostrato sull’altare dei diritti per il povero Khashoggi, è lo stesso ministro che aveva provocato la reazione del direttore della catena della solidarietà Tony Burgener, che dichiarava (leggi qui) :

“…la posizione del Consiglio Federale e della maggioranza parlamentare costringe la nostra associazione a prendere posizione. Il governo federale pregiudica la nostra ragione d’essere e minaccia i fondamenti stessi del nostro lavoro che sono la solidarietà e la tradizione umanitaria svizzera.”

E ancora, Cassis che oggi fa musetto duro coi sauditi, era lo stesso che diceva che i progetti dell’Unwra (ONU) non favorivano la pace perché continuavano ad offrire aiuto ai palestinesi. Però allo Swiss Israel day, Cassis era ospite d’onore, ed è inutile ricordare le violazioni dei diritti umani nello Stato di Israele.

Che Cassis fosse un pessimo soggetto sia per i vantaggi dei ticinesi che per la Svizzera era già stato detto, con la sua politica estera, la Svizzera, se aveva ancora un po’ di credibilità in fatto di diritti umani, oggi l’ha persa completamente.

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