La verità fa paura

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del collettivo R-Esistiamo, il gruppo di cittadini che da tempo protesta contro la politica d’asilo e le condizioni incresciose in cui sono detenuti i richiedenti.

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del collettivo R-Esistiamo, il gruppo di cittadini che da tempo protesta contro la politica d’asilo e le condizioni incresciose in cui sono detenuti i richiedenti.

Il 25 settembre 2018 al Palapenz di Chiasso, Cantone e Confederazione hanno organizzato una serata “informativa” sul nuovo centro federale per richiedenti asilo, che troverà la sua collocazione nella zona Pasture dei comuni di Balerna, Novazzano, Chiasso.

Un gruppo di cittadini sensibili alla tematica migratoria, in particolare all’ingiustizia della politica migratoria Svizzera, ha deciso di partecipare per dare voce a chi il dissenso non può esprimerlo perché “ricattato” sull’ottenimento di un permesso, perché segregato in un bunker o in centri di cd. accoglienza, che somigliano invece molto più a luoghi di detenzione.

Ormai da molti mesi, entrati in contatto con questa realtà, attraverso momenti di aggregazione e solidarietà, come merende e tornei di calcio, in cui è stato possibile conoscere e scambiare racconti e storie di vita drammatiche, non si poteva più stare in silenzio.

I ricatti e le minacce cui sono state sottoposte le persone che hanno aderito alle nostre iniziative e alle nostre proteste, ci hanno spronato ancora di più a portare avanti la lotta e le idee contro la discriminazione e il razzismo.

In un paese democratico l’espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni è un diritto garantito, per tutti.

Forti di questo, la sera del 25 settembre, ad uno ad uno ci si è alzati in piedi (stand up for your rights) per esprimere un pensiero su ciò che realmente è la politica migratoria svizzera, su ciò che realmente è vivere come richiedente asilo in un paese segregazionista e razzista, che millanta integrazione, ma costruisce veri e propri centri di detenzione, con filo spinato, perquisizioni, controllo continuo con aumento dei poteri di polizia e agenzie di cosiddetta scurezza, come se ci si dovesse difendere da un’invasione nemica, anziché accogliere chi scappa da dittature, da guerre, dalla fame.

Si ribadisce: si stavano esprimendo opinioni. Nessuno di questo gruppo ha usato violenza

Ma ognuno di noi “ha dato fastidio. Ha detto la verità”

Il fastidio di sentirsi sbattere in faccia la falsità di ciò che si stava presentando: non un centro di accoglienza, ma un centro di segregazione e di detenzione.

E mentre durante la serata, prendeva spazio il vero tema “la sicurezza (?!)” i cittadini che esprimevano con il loro pensiero il dissenso venivano attaccati con la violenza fisica (non verbale), non solo da altri cittadini, ma anche da chi di questa millantata sicurezza dovrebbe esserne garante: le forze di polizia.

Il tutto sotto gli occhi di benpensanti giuristi, avvocati o persone che fanno della cosiddetta accoglienza la loro vita e dei nostri politici, Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli.

E così è stato possibile, che mentre una ragazza si alzava per contestare la politica razzista della Svizzera, un municipale di Coldrerio, signor Franco Crivelli* (a capo del dicastero di Sicurezza Pubblica ?!) si è permesso di alzarsi, passare alle vie di fatto contro la ragazza e restare impunito all’interno del Palapenz, mentre la ragazza veniva portata fuori dai solerti poliziotti, che dovevano mantenere la “sicurezza”??

E mentre uno ad uno ci si alzava per esprimere il pensiero del proprio dissenso, l’ordine che veniva impartito alle forze di polizia, (come nelle migliori dittature di questo mondo) è stato portare via in malo modo giornalisti che stavano riprendendo l’accaduto, ordinare alla televisione svizzera di non riprendere e portare via con la forza e la violenza le persone che si alzavano per manifestare la loro idea.

Ad una ragazza sono stati tirati i capelli, le è stato dato un calcio ed è stata portata fuori a testa in giù da numerosi poliziotti, incuranti del fatto che la gonna le si era abbassata e sempre e solo perché si era alzata per manifestare il proprio pensiero.

Abbiamo provato sulla nostra pelle, che chi esprime dissenso sulla politica migratoria e razzista non ha dignità. E se non l’abbiamo noi che siamo cittadini svizzeri, come si può immaginare ce l’abbiano le persone che richiedono asilo, considerati a tutti gli effetti di serie B.

Il moderatore della serata, Luigi Pedrazzini, di fronte a tutto ciò, rivolgendosi alle persone che stavano esprimendo il loro pensiero ha avuto il coraggio di affermare: questa non è democrazia, si qualificano con le loro azioni.

Noi non possiamo fare altro che chiedervi di guardarvi allo specchio, fare vostra questa affermazione e dirvi: VERGOGNA.

*In quota Lega UDC per il municipio di Coldrerio

 

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