Laura Boldrini: io sono un’antifascista

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Ospite, in occasione dell’ultimo giorno della quinta edizione del Film Festival dei Diritti Umani Lugano, è stata l’onorevole Laura Boldrini, già portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per il Sud Europa e presidente della Camera dei deputati del Parlamento italiano. Noi di GAS Social c’eravamo all’incontro con la stampa. Eccovi il resoconto.

La prima domanda non poteva non essere legata alla stretta attualità e al trasferimento di tutti i migranti presenti a Riace annunciato dal Ministro degli interni Matteo Salvini.

“Quello di Riace – attacca l’onorevole Boldrini – è uno di quei casi in cui diritti umani e cronaca si uniscono. Il diritto d’asilo è un diritto fondativo di tutte le carte scritte dopo la fine della seconda guerra mondiale. Un periodo, quello, in cui la comunità internazionale ebbe il bisogno di rimettersi in piedi, facendo i conti con le macerie di quanto era accaduto, con l’abominio della Shoah, con la distruzione prodotta da due guerre mondiali che trovavano origine nel nazionalismo come principio per sopraffare e per avere la meglio, tenendo in piedi un regime della forza. E quindi parlando di Riace, parliamo di diritto d’asilo. Parliamo di un modello studiato in tutto il mondo e di un sindaco, Mimmo Lucano, che ha capito l’importanza di questo diritto. Di persone che vanno aiutate ma che possono a loro volta aiutare ed evitare la scomparsa di quel borgo. È in questo modo che Mimmo Lucano, un visionario che ha dato concretezza a un sogno, ha ridato vita a un paese che stava scomparendo. Ora, che il ministro dell’interno, eletto in Calabria, in particolare a Rosarno – e qui il tono della voce si fa più acuto – dove i migranti vivono nel degrado più totale, in strutture fatiscenti,  fra l’immondizia e gli escrementi, sottoposti a uno sfruttamento disumano, che il ministro si occupi come prima cosa di Riace perché è emersa qualche irregolarità formale nei rendiconti, io penso voglia dire non avere il senso delle priorità. Per l’Italia è la lotta alla ‘Ndrangheta una priorità, non i migranti.”

La seconda domanda è sugli attacchi personali e le numerose fake news che l’hanno riguardata. L’elenco è lungo. Come ha vissuto e come vive tutto questo?

“L’attacco per screditarmi è avvenuto su più livelli. Bufale, tentativi di delegittimarmi, minacce di morte, proiettili inviatimi per posta. Perfino minacce rivolte a mia figlia. È stato pesante, non posso dire il contrario. Soprattutto quando una figlia vede la madre in fotomontaggi in cui vengo decapitata, stuprata da decine di persone. Ma io vado avanti, come tante donne che alzano la testa, non si nascondono e sfidano gli haters. Io sono un’antifascista, la nostra Costituzione nasce proprio dall’antifascismo, perciò ho fatto mia la battaglia contro quest’odio che oggi inquina tutto. Il modo che abbiamo di confrontarci, i nostri rapporti, la politica e la rete. Senza contare poi le discriminazioni nei confronti delle donne. Nel corso di questi anni ho denunciato molte persone. E lo faccio quasi fosse una class action.”

Terza domanda. Com’è possibile che nel dibattito politico, anche quando si parla di migranti, ci si trovi ormai di fronte a un degrado senza precedenti. Cosa è successo?

“In effetti c’è stato un cambio di direzione. Mi ricordo quando ancora si facevano le gare di solidarietà a proposito dei migranti. Poi piano piano il clima è cambiato. A un certo punto la diga ha ceduto, erosa da un’incessante bombardamento di messaggi, arrivati in primis dalla Lega e dal Movimento Cinquestelle, che hanno preso di mira i migranti. In particolare, Salvini, ha fatto del migrante un capro espiatorio. Il tutto unito alla crisi economica che ha prodotto nel paese molta rabbia. E quando qualcuno ti dà l’oggetto contro cui scagliare la tua rabbia, a quel punto, tu non pensi più se è giusto o no, lo fai e basta. Perché hai perso il lavoro, perché non hai più soldi per le bollette. Finisce che te la devi prendere con qualcuno! Ed è lì che s’insinua la retorica xenofoba della Lega che dal 4% del 2013 è oggi, stando ai sondaggi, a oltre il 30%. Per Salvini i migranti sono le galline dalle uova d’oro. Senza migranti lui non esisterebbe. Improvvisamente, nel Paese delle mafie, loro sono i colpevoli di tutto. Corruzione, evasione fiscale? Sono loro i responsabili.”

Quarta domanda. Un Festival dei Diritti Umani in constante crescita, soprattutto di pubblico, eppure c’è chi ancora storce il naso quando sente parlare di questo tema (n.d.r. È il caso del solito e insopportabile Massimiliano Robbiani scagliatosi contro la rassegna cinematografica rea di fare politica).

Appunto. I diritti umani sono considerati quisquilie, quando invece sono l’architrave delle nostre democrazie. Svalutare il senso della tutela dei diritti umani vuol dire che si può tornare a trattamenti inumani e degradanti senza che ciò sia inaccettabile o uno scandalo. Purtroppo la democrazia non è per sempre. I diritti neppure. Per questa ragione, oggi più che mai, bisogna essere vigili.”

Dulcis in fundo, ultima domanda, quella di GAS Social. Pensando a Trump, a Salvini, di fronte al deterioramento evidente dei principi democratici ai quali stiamo assistendo da qualche tempo a questa parte, c’è un argine all’infezione? Quali sono gli anticorpi?

“Fortunatamente c’è anche chi cerca di dire di no a tutto questo. A Riace, sabato scorso, c’erano migliaia di persone accorse per manifestare solidarietà a Mimmo Lucano e a quello che è riuscito a costruire. Perché hanno capito il valore dell’esperienza che si è fatta a Riace. Quest’estate sono stata sulla nave Diciotti. Anche in quel caso il dissenso è stato grande. Quindi io penso che queste persone, questi anticorpi esistono. Ero presente a Milano, ero in piazza a protestare con altri manifestanti quando c’è stato l’incontro tra Orban e Salvini. Perché la democrazia illiberale non esiste. È un ossimoro. Quindi ci sono migliaia di persone in Italia, ma non solo, che si oppongono a questo degrado. Bisogna però dar loro anche una rappresentanza politica e, in Italia, in questo momento si sta facendo fatica a riuscire a capitalizzare tutto ciò dando una risposta nuova e stimolante. Una volontà di reagire c’è, va solo canalizzata.”

Per inciso alla manifestazione in solidarietà del sindaco di Riace, insieme all’onorevole Boldrini, c’erano fra gli altri anche il sindacalista Aboubakar Soumahoro, pure lui ospite a Lugano, e Zerocalcare. Fra gli striscioni e cartelli del corteo anche uno con scritto sopra “Buonisti un cazzo!”. No pasaran. Proprio così.

 

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