Lorenzo Quadri, un genio del male

In tempi in cui il razzismo torna prepotentemente alla ribalta, con segnali che si fanno sempre più inquietanti, quel gran genio del Quadri con cosa se ne esce? Con la richiesta dell’abolizione della Commissione federale contro il razzismo.

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Ma che razza di mozione è quella presentata da Lorenzo Quadri al Consiglio Federale con la quale vorrebbe che ci sbarazzassimo della Commissione federale contro il razzismo? Non è altro che l’ennesima Lorenzata. Tanto imbarazzante quando inutile. Un’altra che il deputato leghista aggiunge alla sua brillante carriera parlamentare.

In tempi in cui il razzismo torna prepotentemente alla ribalta, con segnali che si fanno sempre più inquietanti, quel gran genio del Quadri con cosa se ne esce? Con la richiesta dell’abolizione della Commissione federale contro il razzismo. Come se di fronte a un incendio, i pompieri, per spegnerlo più rapidamente decidessero di utilizzare della benzina invece che l’acqua. Roba da neuro.

Alla Coppa Campioni per il record di assenze s’aggiunge ora l’ennesima mozione irricevibile dimostrando, al di là di qualsivoglia dubbio, come il nostro eroe voli nell’iperuranio. Totalmente scollato dalla realtà. Ma perfettamente coerente a se stesso e alla sua missione kamikaze: rendere la Svizzera un posto peggiore di quel che è. Il Ticino idem. Del resto pensando a Lugano città in cui è a capo del Dicastero formazione, sostegno e socialità – possiamo dargliene atto – non è certo la coerenza a mancagli.

Basta aprire un giornale qualsiasi per leggere di anziani ritrovati morti dopo giorni o immondezzai spacciati per appartamenti. Così come, pensando al problema che per Quadri non esiste, è sufficiente avere un funzionario di polizia che inneggia al nazismo dai social per capire quanto un osservatorio su ciò che accade in ambito di discriminazione raziale sia doveroso.

“L’istituzione stessa della Commissione è un atto di propaganda politica” ha argomentato l’Elfo di via Monte Boglia. Il razzismo in Svizzera non esiste, perché con il 25% della popolazione che è straniera e addirittura la metà con un passato migratorio, un Paese così non può essere razzista. Bravo. Ma mai argomentazioni furono più assurde e campate per aria. Se Quadri non vivesse in una dimensione parallela saprebbe che il 25 % della popolazione che non è Svizzera subisce oggi le stesse angherie che subivano italiani, spagnoli e compagnia bella negli anni Sessanta e Settanta. Segregati e considerati cittadini di serie B. Qualcuno per caso se la ricorda l’iniziativa Schwarzenbach?

Puntare sull’abolizione della Commissione contro il razzismo è un’altra di quelle inutili sparate di chi alla politica nel senso più nobile della parola ha ormai abdicato optando per il cabaret. Eppure non c’è niente da ridere. In Svizzera, il razzismo è un fuoco che arde sotto la cenere, come capita nel resto d’Europa e del mondo e quindi, avere una commissione che ne tiene d’occhio la virulenza e ne denuncia i casi seppur sporadici, ma non per questo da prendere sottogamba, è assolutamente auspicabile se non addirittura necessario. Necessario proprio come lo è mettere un argine alle genialate di certi malefici individui.

 

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