L’uomo e l’arte della distruzione

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Era appena stato battuto all’asta da Sotheby’s a Londra per la cifra record di 1,4 milioni di sterline quando un quadro di Banksy s’è autodistrutto. Il disegno raffigurante una bambina a cui, per colpa del vento, sfugge di mano un palloncino a forma di cuore è stato fatto, per metà, a sottili striscioline da un tritacarte che il più celebre street artist in circolazione, anni addietro, aveva nascosto nella cornice della sua opera.

A quanto pare, nella sala della casa d’aste era presente anche lo stesso artista che avrebbe azionato il meccanismo tant’è che, dopo il gustoso e inaspettato fuori programma, un uomo vestito di nero con cappello e occhiali da sole è stato visto parlottare con le guardie all’ingresso della casa d’aste. Di sicuro c’è che Banksy sul suo profilo Instagram ha commentato la cosa con un “Going, going, gone…” cioè “Sta andando, sta andando, andato…”. E “siamo stati Banksyzzati” è stata invece la battuta detta ancora a caldo dal direttore della casa d’aste.

A giugno Banksy era sbarcato a Parigi creando alcuni murales di denuncia contro le politiche adottate riguardo ai migranti. “Evocano la crisi dei migranti e la politica francese dinanzi a questa questione”, aveva sentenziato Le Monde. Ma che il misterioso vendicatore mascherato, del quale si sa poco o niente, sia l’incarnazione ipercontemporanea dell’ideale anarchico e, nel suo genere, un maestro capace di demolire le regole e gli schemi del mondo dell’arte, lo avevamo già intuito da tempo.

A voler spiegare questo suo ultimo eclatante gesto c’è giusto un video in cui mostra il diabolico congegno con il quale farà a pezzi la sua opera appena un attimo dopo essere stata battuta all’asta e, su Instagram, il mattacchione si giustifica, o almeno ci prova, nascondendosi nientemeno che dietro a una citazione di Pablo Picasso. “Ogni desiderio di distruzione è anche un desiderio di creazione”. Già.

Che l’uomo sia un distruttore e che questa sua indole ritorni prepotentemente anche nell’arte, soprattutto sotto forma di denuncia, lo ha ribadito anche la svizzerissima Pipilotti Rist con la sua ultima performance artistica avvenuta in un piscina pubblica di Berna proprio questa domenica. Una denuncia della scempio a cui sta andando incontro la barriera corallina.

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Nella piscina di Hirschengraben Pipilotti ha proiettato sott’acqua luci e immagini colorate, invitando le circa 500 persone che hanno partecipato alla performance gratuita, intitolata “Toi comme le corail symbiotique”, a tuffarsi in un ambiente corallino artefatto. Ognuno dei partecipanti ha poi ricevuto un gioiello in plastica fatto riciclando rifiuti galleggianti recuperati sulle spiagge.

 

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