Mimmo Lucano e il reato d’umanità

Il caso Lucano è solo una ulteriore conferma, per le Nazioni Unite, che in Italia il clima sta cambiando e, purtroppo, non in meglio.

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Sabato 6 ottobre un lungo e colorato corteo ha riempito le strade di Riace e portato luce in una giornata di pioggia. Nel paesino calabrese noto al mondo per il rinvenimento prima e la conservazione poi dei due bronzi, capolavori scultorei dell’età classica greca, si sono riuniti rifugiati, comitati, associazioni, Cobas, Usb, Cgil, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, studenti, ONG locali e nazionali, ambientalisti, femministe, associazioni antimafia, e tanti cittadini non organizzati. Tutti insieme, al grido di “siamo tutti clandestini, Mimmo libero”, erano lì per sostenere il sindaco di Riace, agli arresti domiciliari dal 2 ottobre con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio pubblico della raccolta di rifiuti. Sebbene il Giudice per le indagini preliminari abbia smontato le accuse, sostenendo che “la gestione dei fondi è stata sì disordinata, ma nessuno ha intascato un centesimo” , la magistratura sta indagando.

Sembrerebbe che il sindaco, la cui creazione di un modello di accoglienza e integrazione di rifugiati gli è valsa la nomina di una delle persone più influenti al mondo secondo il settimanale Time, abbia combinato matrimoni tra giovani rifugiate e riacesi per dar loro una cittadinanza e affidato, senza seguire le procedure anche a causa dei ritardi nell’arrivo dei fondi, gli appalti per la gestione dei rifiuti a due cooperative create per dare lavoro a riacesi e rifugiati.

In attesa che la magistratura faccia le sue indagini, Mimmo Lucano è stato sommerso di affetto e sostegno. Non solo Roberto Saviano e Laura Boldrini, ma anche l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso parole di stima ma anche di preoccupazione per il sindaco. Secondo l’Alto Commissario UNHCR, Mimmo Lucano è il simbolo dell’Italia che accoglie e, pertanto, l’agenzia auspica che venga fatta piena luce sui fatti a lui attribuiti. Nello stesso tempo, l’UNHCR esprime preoccupazione e rammarico “per la condizione di coloro che, migranti e rifugiati temono ora di aver perso una guida che in questi anni li ha costantemente supportati”

Lucano, che per gli inquirenti ha dimostrato una spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell’ammettere pacificamente più volte di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni di comodo, per l’UNHCR è invece un modello esemplare, quasi una guida morale.  Nella Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza, istituita per ricordare la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e l’importanza dei valori di umanità e solidarietà nel rispondere alle esigenze di coloro che fuggono da guerre e persecuzione l’UNHCR ricorda con forza che l’accoglienza richiede dialogo e condivisione, anziché scontro e avversione.

La preoccupazione delle Nazioni Unite, tuttavia, non si limita al caso Lucano. Nella giornata di apertura dei lavori per i Consiglio ONU per i diritti umani a Ginevra, l’Alto Commissario per i diritti umani ed ex Presidente del Cile Michelle Bachelet ha annunciato di voler inviare in Italia e in Austria una squadre per valutare il forte incremento di atti di violenza e razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e rom. In particolare, l’ONU segue con apprensione le politiche di chiusura dei porti messe in atto dal governo italiano che sono sfociate nell’impedimento allo sbarco di navi Ong.

Il caso Lucano è solo una ulteriore conferma, per le Nazioni Unite, che in Italia il clima sta cambiando e, purtroppo, non in meglio. Intolleranza, razzismo, violenza fisica e verbale nei confronti dei migranti sono ormai la norma e, ben più grave, non condannate con la dovuta forza dall’attuale governo.

Per questo, in una terra poverissima e oppressa dalla ‘Ndrangheta, Mimmo Lucano e il suo impegno per lo sviluppo del territorio brillano come le stelle in una notte buia. Il sindaco sembrerebbe aver aggirato delle leggi macchinose e, con un eccesso di ingenuità, scavalcato procedure a causa delle loro lungaggini burocratiche. Condotta illecita, ma mossa da nobili ideali di giustizia e accoglienza, troppo spesso dimenticati.

Non è ancora possibile dire se il sindaco sia colpevole o meno e di quale dei reati ipotizzati. In attesa che la magistratura lo stabilisca, possiamo essere certi che Mimmo Lucano è colpevole almeno di un reato: quello di umanità.

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