Paasilinna, voce unica e irripetibile. Ci mancherà.

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Ma è normale lasciarsi sfuggire un sorriso di fronte alla notizia di una morte ? E poi scoprire che questa «normaltà» viene largamente, quasi unanimamente, condivisa. E’ morto Arto Paasilinna, lo scrittore finlandese più famoso del mondo. Se ne è andato a 76 anni, dopo aver scritto un bel po’ di romanzi, tradotti in tutto il mondo. Un autore che ha saputo rallegrare facendo pensare, uno spirito libero anticipatore di tanti e gravi problemi (come tutto il suo cotê ecologico) che non ha mai ceduto alle lusinghe della moda, o del successo. Perché lui era fatto così, come si dice «veniva dalla pratica». Nato in una delle zone più fredde del mondo (al nord della Lapponia finlandese) in condizione economica traballante, ha dovuto presto darsi da fare: boscaiolo in situazioni estreme, freddissimo d’inverno e caldissimo d’estate. Poi … poi ha pensato che forse era meglio trovare un lavoro al riparo della meteo e si è dato alla scrittura. Prima giornalista, con qualche difficoltà nel farsi pubblicare integralmente visto il suo animo anarchicheggiante, e poi … creatore di storie. Così amava definirsi. E così ha speso l’intera sua vita: in tutto si contano 35 romanzi, 17 dei quali disponibili in italiano (tutti editi dalla casa editrice Iperborea).

Ha conosciuto il successo quasi subito, nel 1975 (aveva 33 anni) con «L’anno della lepre». Una storia da noi arrivata 20 anni dopo ma che ha saputo restare nelle classifiche di vendita annuali per un paio di decenni. Un «long seller» ristampato almeno una ventina di volte. Il perché è presto detto: per il suo umorismo paradossale capace di sconfinare nel sarcastico narrando di … natura, di quotidianità e di … esistenza. La storia è semplice: un giornalista investe in auto una lepre e vedendola ferita scappare via la insegue nel bosco. La vorrebbe assistere, magari tentare di curare, e invece si trova a fare i conti con un nuovo universo. Un cambio di paradigma e prospettiva, imprevisto e assoluto. Un obbligo a ripensare la propria esistenza. E dal personale si va al collettivo, al «politico». Un gioiellino che ha reso famoso Paasilinna in tutto il mondo. Nella sola Italia, e con vent’anni di ritardo, è arrivato a vendere 120’000 copie! (per capirci: una cifra alla Camilleri). Una storia talmente toccante che ha proiettato il suo autore in un’orbita sconfinata, facendogli raggiungere un totale 11 milioni di copie vendute. D’accordo, la vendita non è tutto (però significa eh… , non scordiamocelo) e comunque non si vendono così tanti libri, e in molti anni, a caso. Un altro gioiellino dell’Autore finlandese è «Piccoli omicidi tra amici», la storia di un gruppo di aspiranti suicidi alla ricerca del posto ideale per il rito collettivo finale. Caustico e feroce come nessuno mai Paasilinna porta il lettore ad un sorriso profondo, con una leggerezza che rasenta quella di Italo Calvino. In fondo le sue sono fiabe, antiche e attuali, vecchie e moderne. Con i suoi personaggi paradossali ha trasformato un tema come la salvaguardia del territorio da serioso e tecnico a divertente e ironico. Riuscendo ad insinuare nei lettori una nuova coscienza ecologica. Un esempio emblematico sulla narrativa del grande autore finnico ci arriva dal suo ultimo romanzo «Emilia l’elefante». Al Circo Finlandia nasce una stella, un’elefantina che a sei mesi sa sventolare con la proboscide la bandierina nazionale. In poco tempo conquista il Circo di Mosca. Ma l’Unione Sovietica è oramai al collasso, il circo al tramonto e l’Europa inizia a vietare ogni esibizione di animali esotici. Siamo al grottesco, triste y final. Ecco il perché alla domanda iniziale, sì con Paasilinna il sorriso è garantito, sempre. Che la terra gli sia lieve. E leggiamolo, non c’è miglior modo di salutare uno scrittore che … leggerlo.

Tutti i romanzi di Paasilinna tradotti in italiano sono pubblicati da Iperborea. La casa editrice ha gà annunciato in traduzione altri titoli.

 

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