Palla alla Germania

Il mondo sembra sempre più vicino a cadere sotto un dominio totale dell’estrema destra.La Francia ha resistito, l’Italia no, e ora, palla alla Germania

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Dopo la schiacciante vittoria al primo turno delle elezioni brasiliane dell’ultranazionalista Bolsonaro, un uomo in grado di dire che gli afrobrasiliani appartengono agli zoo, che preferirebbe un figlio morto a uno gay, e che l’errore della dittatura militare brasiliana del passato sia stato torturare invece di ammazzare, il mondo sembra sempre più vicino a cadere sotto un dominio totale dell’estrema destra.

Solo adesso, i governi di India, Russia, Filippine e Stati Uniti (e prossimamente Brasile) pongono più di due miliardi di persone nel mondo sotto il controllo di entità politiche di estrema destra.

Tutto questo è sintomo di una storia che si ripete, del giungere al potere della generazione che non ha vissuto gli orrori del passato – e che quindi ne ripete gli errori. Un barlume di speranza è stato dato dalla vittoria di Macron, in grado di impedire l’accesso al potere al Front National di Marine Le Pen, donna che in passato si è dichiarata timorosa del fatto che uno straniero potesse “entrarmi in casa e rubarmi la carta da parati” (cercatelo, lo ha detto veramente). Ma questa speranza sta tendendo sempre di più a dissolversi, in un clima politico che cade sempre più preda dei populismi e delle destre, probabilmente il peggiore dai tempi della guerra fredda.

La Francia ha resistito, l’Italia no, e ora, come dicevamo, palla alla Germania. Un Paese che più di tutti ha una pesante eredità storica riguardo questo tema, e che in passato ha saputo fronteggiare l’onda bruna raggruppandosi sotto l’egida di Angela Merkel, probabilmente la figura politica più simbolica e competente dell’ultimo decennio europeo. Le prossime elezioni federali tedesche si terranno a ottobre 2021, e saranno decisive per il futuro dell’Unione Europea.

L’avversario sarà l’AfD, il partito conservatore populista di Alexander Gauland, già pizzicato a parafrasare un certo Adolf Hitler in alcune sue pubblicazioni. Mentre sia i socialdemocratici che i cristiano-democratici sono in forte discesa, Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania) cresce. L’unica apparente soluzione sarebbe una coalizione tra democristiani e socialdemocratici, recentemente ventilata durante un incontro e formalmente sostenuta dalle sezioni del partito socialdemocratico di Hessen, Brandeburgo, Bassa Sassonia, Amburgo e Saarland.

Nel frattempo, i nazionalisti di Gauland non nascondono le loro intenzioni, con retoriche e azioni che preoccupano una buona parte della popolazione, e che eminenti storici del Terzo Reich hanno definito “rimarcabilmente simili” a quelle del partito nazista degli anni Trenta. Passando da discorsi narranti una presunta perdita di senso di appartenenza e patriottismo nella gioventù di oggi, fino al lancio di una piattaforma online che ha generato una gran dose di indignazione e preoccupazione – nonché pesanti critiche anche da personalità di un certo livello come il ministro alla giustizia Katarina Barley, che ha definito il progetto come “un modo di fare da dittatori” e lo ha associato a “mezzi da Medioevo”. Questa piattaforma online, lanciata in seno all’iniziativa “azione per le scuole neutrali” permette di segnalare in modo anonimo docenti politicamente schierati contro l’AfD, una sorta di gogna pubblica in cui localizzare e indicare possibili oppositori politici – tutto sulla base di voci e impressioni. Non penso ci sia bisogno di spiegare quanto sia antidemocratico l’atto di esporre pubblicamente l’orientamento politico di insegnanti e direttori, con il chiaro scopo di attaccare l’istituzione, in base a sentimenti simili a quelli dei leghisti ticinesi del “ogni istituzione che non ci piace è composta unicamente da socialisti”, come la RSI o la scuola, appunto.

Insomma, palla alla Germania, nella speranza che il buon senso e l’umanità prevalgano su forze che ultimamente stanno investendo il mondo come una buzza. Nella speranza che la memoria storica e il pragmatismo del popolo di Arminio possano fungere da bastione, al fianco del popolo francese.

 

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