Quadri, al fondo non c’è mai fine

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Lorenzo Quadri riesce sempre a stupire: quando pensi che abbia detto la turpitudine definitiva, come un’abile giocoliere riesce a lasciarti di stucco, raggiungendo abissi di bassezza degni di un calamaro gigante.

Parliamo dell’iniziativa socialista per istituire delle realtà per senza tetto finanziate almeno al 50% dal Cantone. Quadri in un suo post scrive:

“Dormitori per chi? Cittadini svizzeri o residenti che non hanno un tetto, se lo desiderano, vengono temporaneamente collocati in pensioni ed alberghetti dai servizi sociali.
Il sospetto è che i compagni vogliano invece creare strutture per alloggiare clandestini, finti rifugiati con decreto d’espulsione e magari frontalieri del furto con scasso residenti in qualche campo rom italiano che così possono avvicinarsi al “posto di lavoro”. Ovvero, persone che in Ticino non ci devono proprio stare.
Fino a qualche anno fa un dormitorio di “bassa soglia” a Lugano c’era: potevano accedervi solo persone residenti nel Luganese. A queste condizioni si può anche immaginare di ripetere l’esperienza, anche se non se ne vede il reale bisogno, visto che ci sono le pensioni. Ma verosimilmente i mozionanti intendono altro. Di aprire un dormitorio per asilanti respinti, clandestini, eccetera, invece, non se ne parla nemmeno.
Certo che se tanto per una volta i compagni si preoccupassero dei cittadini ticinesi non sarebbe male.

Quadri, da falso che è, e da ricco, diciamolo, perché uno che guadagna 230’000 franchi l’anno non è uno come voi e me, non ha per niente in mente quello che sta succedendo.

I poveri, e non parliamo di asilanti, aumentano sempre più.

Solo l’altra sera, al quotidiano della RSI, un servizio sul Soccorso d’Inverno Ticino parlava della drammatica situazione in cui si trovano non solo residenti, ma anche sempre più ticinesi. Basti notare come le richieste d’aiuto all’associazione sono aumentate del 36% negli ultimi due anni. Da luglio 2017 a giugno 2018 le richieste d’aiuto al Soccorso d’Inverno sono state 407, 89 in più rispetto all’anno prima.

A essere colpiti sono i cittadini che hanno visto cambiare di punto in bianco la loro situazione, quelli che non hanno un paracadute immediato. Persone con alle spalle un divorzio o una separazione, persone licenziate, oppure i famosi working poor, che lavorano ma non hanno abbastanza soldi a causa di salari vergognosi (per cui la Lega non ha fatto un fico secco a parte misure cosmetiche inapplicabili). Spesso persone sole ma anche famiglie monoparentali, con di mezzo i bambini.

Un’esercito silenzioso, come detto al Quotidiano, che fatica a volte ad emergere, e non saranno certo le tirate antistranieri di Quadri ad aiutare questa gente.

Le richieste d’aiuto, come dice Fra Martino Dotta, non riguardano solo il Soccorso d’inverno, ma anche altre associazioni, il loro numero dunque è sempre piu importante.

Ma la cosa che fa più incazzare è che le richieste di aiuto sono aumentate dal marzo dello scorso anno, quando in votazione popolare i ticinesi stessi hanno deciso di tagliare gli assegni AFI e API ai meno abbienti.

Ecco, in questo tessuto sociale lacerato creare strutture dove anche provvisoriamente possano installarsi persone meno fortunate è il dovere di uno Stato forte e non egoista.

Per il resto, le farneticazioni di Quadri non meritano nemmeno considerazione.

 

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