Quadri, ma che problema hai con la gente?

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Quadri, dopo l’abolizione della Commissione federale contro il razzismo, chiede anche di togliere i finanziamenti al Festival per i Diritti Umani di Lugano. Il suo delirio anti-straniero sembra non avere fine.

Di

Allora: Quadri non è razzista. Ha semplicemente un astio abbastanza marcato per quelli che lui ritiene non dovrebbero avere i diritti che ha anche lui.

Il fuco di Stato (che ricordiamo vive con 230’000 franchi l’anno pagato dai contribuenti), ultimamente invece di non fare nulla come suo solito, sembra essere ossessionato da chi combatte razzismo e diritti umani.

Unico a difendere Roberta Pantani nella questione dei chierichetti (leggi qui), si era recentemente distinto, facendo un figurone, con la sua richiesta di abolire la Commissione federale contro il razzismo.

L’altro giorno, probabilmente tra una pennichella nell’amaca e un mojito, gli è venuto un altro lampo di genio, sempre nel solco di questo simpatico velato razzismo di provincia: perché non dare addosso al Festival per i Diritti Umani di Lugano?

Eh già, non sarà mai che a furia di parlarne, qualcuno cominci a pensare che quelli che muoiono annegati nel Mediterraneo, violentati nelle roccaforti dell’Isis, o torturati nei campi libici, siano esseri umani, che poi si simpatizza e non si riesce più a essere stronzi come di dovere.

Nel suo blog, che poi è la stessa cosa del Mattinonline, che è la stesssa cosa del Mattino, che sembra il pensiero unico leghista, Quadri titola il suo intervento:

“Festival dei diritti umani: via il sostegno istituzionale”

Secondo Quadri il festival fa politica e non dovrebbe ricevere soldi da nessuno. Il suo acuto intervento è di questo tenore:

“I  signori del cosiddetto festival dei diritti umani abusano dell’etichetta dei diritti umani per fare campagne politiche (propaganda contro l’iniziativa per l’autodeterminazione in votazione il 25 novembre, raccolta di firme per concedere la bandiera svizzera al taxi per finti rifugiati Aquarius, e chissà quante altre boiate analoghe). Di conseguenza, non possono continuare a beneficiare del sostegno ufficiale di Confederazione, Cantone e città di Lugano. Se vogliono fare il club politico della gauche-caviar multikulti, lo facciano con le loro risorse ma senza gli sponsor istituzionali. Che come tali devono essere sopra le parti.

Allora, Lolly, certo che il Festival dei Diritti Umani fa politica. Adesso ti spiego, lo fa nel solco della tradizione umanitaria svizzera, il festival esiste perché i suoi intenti sono quelli di sensibilizzare la gente verso le sofferenze altrui, se poi a te stressa così tanto è un problema tuo. Anche sabato sera Alberto Angela ha parlato del ghetto ebraico di Roma, delle deportazioni e dello sterminio ebraico. Angela alla fine ha lanciato un monito al pensiero orrido e spaventoso che ha portato non solo a quella tragedia, ma anche a quella del Ruanda, della ex Jugoslavia o di tanti altre tragedie. Che vuoi fare L0lly, chiedere al tuo amico direttore della RAI Foa di togliergli la trasmissione?

Capisci, Lolly (lo so che è difficile, ma sforzati davvero tanto tanto) se si chiamava festival della pignatta di rame, non faceva politica, nel senso di polis, società. Parlando di diritti umani lo fa, e lo fa da cinque anni. Se poi voi portate avanti un’iniziativa (quella falsamente denominata dell’autodeterminazione) che questi diritti li vuole togliere, anche agli svizzeri, è un problema vostro, non del festival.

Tra l’altro, il festival che era partito in sordina cinque anni fa, sta crescendo e diventa ogni anno più importante, con interventi affascinanti, tristi, con testimonianze spaventose, con ospiti eccellenti. Dovresti essere felice di finanziare, anche se in microscopica parte, con i 230’000 franchi che ti paghiamo all’anno, una manifestazione che da tanto lustro al nostro Cantone.

Anzi, vai magari a vedere uno dei film che proiettano, potresti scoprire un mondo diverso, più umano e aperto, potresti conoscere belle persone e sgretolare un po’ la scorza di fango secco che ti ricopre l’anima.

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