Quando Robin Hood è il direttore di una banca

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Nella vicina penisola, non è solo il reddito di cittadinanza promosso dall’improponibile carrozzone Lega – Cinquestelle a voler dare ossigeno e un concreto aiuto economico ai poveri. Prima di loro c’aveva già pensato il direttore di una banca in provincia di Udine che, confrontato quotidianamente con l’inaccettabile divario fra chi è ricco sfondato e chi no, si è lanciato in una di quelle imprese tanto nobili quanto illegali.

Rubava ai ricchi per dare ai poveri. Proprio come quel brigante leggendario che viveva nei boschi di Sherwood, andando in giro in calzamaglia, fischiettando allegramente e tirando da dio con l’arco. O almeno così ce l’ha dipinto un certo cinema hollywoodiano. Fatto sta che Gilberto Baschiera, semplicemente in giacca e cravatta, senza che nessuno s’insospettisse, nel corso di sette anni ha sgraffignato un totale di 775’000 euro ai clienti facoltosi coi conti gonfi di banconote per darne un po’ a chi invece ne aveva poco o nulla.

Al quarantanovenne, ormai ex direttore della filiale di Forni di Sopra della Banca credito cooperativo di Carnia e Gemonese, sono stati contestati i reati di appropriazione indebita e di truffa. Ma avendo ammesso la sua colpevolezza e nel frattempo patteggiato la pena, gli sono stati inflitti soltanto due anni di carcere, per di più sospesi con la condizionale. “So di essere colpevole, di avere sbagliato – ha dichiarato Baschiera che nel frattempo s’è visto sequestrare pure la casa – ma non ho intascato né messo via un solo centesimo per me e la mia famiglia. E ora sto pagando cara la mia scelta”.

Diventato ormai una specie di eroe alla stregua del suo modello di condotta morale, il buon Gilberto ha, per sette lunghi anni, sottratto somme di denaro per poi ridistribuirle, in una personalissima “ribellione al sistema che abbandona i pensionati con la minima e i giovani senza risorse” cercando cioè di riportare un briciolo di giustizia laddove invece non se ne vede affatto.

Va detto e sottolineato che di quel periodo lui non rinnega nulla. Era convinto di fare del bene a chi si era visto rifiutare un prestito sicuro che il tempo avrebbe premiato questa sua condotta e la fiducia accordata a tutti quei correntisti che stavano vivendo un momento di difficoltà.

“Ero deluso, ma oggi non lo rifarei”, ha commentato a margine del processo a chi gli chiedeva cosa l’avesse spinto a violare le regole e a improvvisarsi come novello Robin Hood. “Li avrei restituiti tutti quei soldi – ha inoltre aggiunto – dopo che la vicenda è venuta a galla ho telefonato a tutti quelli a cui avevo sottratto delle somme per spiegare cosa mi avesse spinto.”

 

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