Rimpatri violenti: una luce nel buio?

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L’Alto Commissariato Onu per i rifugiati sospende l’espulsione della donna prelevata brutalmente dall’hotel La Santa di Viganello

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Una piccola luce di speranza si accende nella triste vicenda della donna vittima del tentativo, non riuscito, di deportazione dall’aeroporto di Zurigo dopo essere stata prelevata a forza dal suo alloggio a Viganello insieme ai due figli di 4 e 8 anni per essere deportata. Al riguardo, ricordiamo, è stata lanciata da un gruppo di cittadini una petizione dal titolo emblematico: Siamo al Buio (leggi qui)

Qualcosa più in alto si è mosso: come scrive La Regione, l’Alto commissariato ONU per i rifugiati ha sospeso l’espulsione. Lo stop arriva a seguito del ricorso presentato dall donna, assistita dagli avvocati Immacolata Rezzonico e Paolo Bernasconi, della Rete di giuristi della Fondazione posti liberi. Sebbene non ci sia ancora una decisione sul ricorso, volto ad accertare varie violazioni di convenzioni internazionali, l’UNHCR ha ritenuto di per sè opportuno sospendere la procedura di espulsione.

È dunque un organismo internazionale a porsi di traverso rispetto a una decisione che, al di là delle motivazioni giuridiche, che di per sè sono oggetto di contestazione, è stata eseguita in modo brutale e disumano. Ed è fondamentale che organi internazionali come l’UNHCR o come la Corte Europea dei Diritti Umani possano agire al di sopra delle decisioni dei singoli governi a tutela di qualcosa che non ha nè nazionalità nè etnia: i diritti umani e le libertà fondamentali della persona. Perchè la giurisdizione su queste materie non può che essere sovranazionale, soprattutto in un momento storico in cui i venti mefitici dell’estrema destra diffondono i miasmi del sovranismo xenofobo. La tutela dei diritti umani non è negoziabile in alcun modo, nè subordinabile ad un qualsivoglia disegno politico di stampo populista, come vorrebbero invece i signori dell’UDC con l’iniziativa dal titolo fuorviante “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri”. Perchè fa comodo ai signori della Destra gettare fumo negli occhi e creare un clima di sospetto e paranoia verso quegli organismi che, come in questo caso, si pongono come baluardi contro le derive xenofobe dei governi. Fa comodo agitare la bandiera del sovranismo per avere poi mano libera e applicare qualunque decisione, in barba ai diritti umani e alla dignità della persona. Ricordiamoci di questo, quando andremo a votare il 25 Novembre: da un lato, c’è il mito stantio del nazionalismo, dall’altra ci sono persone come la donna al centro di questa vicenda, il cui destino non può essere lasciato all’arbitrio di una politica e di una burocrazia spesso grette e disumane.

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