Ristorni all’Italia, ennesima pagliacciata

Pubblicità

L’ignoranza delle leggi del parlamento da parte della destra rende inutile una votazione, e sì che con una semplice paginetta di rapporto di minoranza, si sarebbe potuto risolvere la questione.

Di

Ieri, in Gran Consiglio, si è recitato l’ultimo atto della farsa sui ristorni dei frontalieri all’Italia. La mozione, proposta da Tiziano Galeazzi, e sostenuta dalla destra, era di congelare i ristorni e di costituirsi parte lesa nei confronti della Confederazione oltre a chiedere un risarcimento fino all’entrata in vigore dell’accordo con l’Italia.

La commissione preposta, quella della Gestione, aveva stilato un rapporto di maggioranza, sottoscritto da PLR, PS e con riserva dal PPD; il rapporto si chinava sui numerosi problemi giuridici di applicazione e si dichiarava contrario all’applicazione.

Ma che significa firma con riserva? Semplice, che di massima sei d’accordo ma magari vuoi inserire qualche tuo emendamento o riflessione. La logica vuole inoltre che chi non è d’accordo, in questo caso Lega, UDC e Franco Denti (da tempo non più parte dei Verdi), faccia un rapporto di minoranza, e cioè un testo alternativo e contrapposto al rapporto di maggioranza.

Un rapporto di minoranza che in questo caso sarebbe stata una cosa da mezz’oretta di lavoro, visto il tema. Evidentemente nessuno ha però pensato, nonostante abbia tanto a cuore il bene dei ticinesi, di sottoscriverne uno. Ci si domanda cosa facciano certi deputati nelle commissioni, e se conoscano le leggi del parlamento che rappresentano.

Ma che succede poi? Che in sede parlamentare il PPD, in evidente crisi di identità, cambia idea e decide di votare contro al rapporto della commissione, facendo così mancare la maggioranza.

Tutto a posto direte voi, abbiamo congelato i ristorni no?

No

Il legislativo vota sul rapporto, che è stato bocciato, e mancando per assurdo un rapporto di minoranza, il voto non è più valido e la questione decade.

Insomma, una pagliacciata di un’approssimazione sconfortante, per un parlamento che a parole si riempie la bocca con i ticinesi e il lavoro e poi non si premura nemmeno di far avanzare le proprie proposte. Queste sono le stesse persone che spergiurano l’applicabilità di “Prima i nostri”o del 9 febbraio che hanno presentato innumerevoli problemi di applicazione.

Ora l’iter dovrà essere ripetuto e avrà probabilmente il suo epilogo, sempre che il PPD non cambi idea ancora una volta, ipotesi non poi così peregrina.

 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!