Speculazione a Locarno, simpatica tradizione

Pubblicità

Di

Il progetto faraonico di un maxi resort in preparazione a Bré sopra Locarno sta creando numerosi malumori e contrarietà. Ci troviamo infatti davanti, almeno in base agli intenti, a un complesso che dovrebbe occupare 30’000 metri quadrati, di cui 3’000 adibiti solo a una spa.

Franco Cavalli, oncologo di chiara fama e residente ad Ascona, è una delle voci ostili a questo tipo di pianificazione:

“Il mega progetto che vuole rovinare con una colata di cemento uno dei posti più idilliaci del Ticino (la regione, quasi parco naturale, da Bré Sopra Locarno sino a Cardada), facendone residenze ed alberghi di super lusso per ricconi deve assolutamente essere bloccato. Non possiamo permetterlo, i nostri nipoti ci maledirebbero. Se i politici non avranno il coraggio di farlo, dovremo organizzare l’opposizione della popolazione. Non diventiamo ancora una volta vittime di una speculazione edilizia assolutamente demenziale.”

Prima ancora di sapere del progetto, avevamo preparato pochi mesi fa un reportage sulla giungla edilizia che spuntava nel Locarnese (leggi qui). Un servizio dettagliato e preciso sulla frenesia edificatoria che ha colpito il Locarnese, e che fa della bella città sul Verbano una foresta di palazzine che ormai si susseguono a vista d’occhio.

Ma il Locarnese non è solo. La tradizione speculativa ticinese è un simpatico retaggio come le luganighe o i boccalini. Piani regolatori senza capo né coda, avidità e spregiudicatezza, hanno spesso rovinato il nostro territorio, che ormai non ha più molto da dare. Capofila nei decenni passati di questo modo di agire fu Giorgio Giudici (leggi qui). Non molto tempo fa riassumevamo la sua storia di sindaco e architetto:

“…Ricordiamo i quaranta anni in cui Giorgio Giudici, con la complicità di Giuliano Bignasca, creò scempi urbanistici inenarrabili, come quando, insieme al Nano, sottopose a fuoco di fila la lista di beni culturali e ville luganesi stilato con pazienza da Giovanna Masoni. Ricordiamo l’affaire “Casa Giulia”, dove il sindaco di Lugano, in barba alla popolazione che ne chiedeva la trasformazione in residenza primaria, aveva firmato un progetto per la ristrutturazione dello stabile a Paradiso per trasformarlo in garni (leggi bordello). ..” – emblematica fu la questione del vecchio palace ora Lac – “…Giudici era quello che voleva demolire il vecchio Palace per farci un centro commerciale, Palace che oggi debitamente restaurato è col Lac il vero gioiello di Lugano. Per quei fatti e per il conflitto di interessi, il Dicastero Edilizia gli venne allora dimezzato. (…) Giudici è quello che ha sempre cercato, nella speculazione più liberista, (basti vedere l’esempio della clinica Monte Bré trasformata in appartamenti di lusso) di costruire, cementificare, vendere, guadagnare. Se, come per i parcheggi in Piazza Castello, qualcosa di pregiato spariva, non era un problema suo.”

Giudici fu anche coinvolto nel progetto per una serie di palazzine sopra Gandria, progetto deturpante del paesaggio, poi fortunatamente affossato dal tribunale federale in seguito all’opposizione dell’associazione di cittadini, “Viva Gandria”.

La speculazione edilizia, comunque, da noi è una simpatica tradizione: stessa cosa successe a Melano, che si trovò confrontata con un progetto da 123 appartamenti per un comune con 1’200 abitanti (leggi qui). Scrivevamo quasi esattamente un anno fa:

“ (…) Promotore del progetto sarebbe l’architetto Gilardoni, noto nella regione per i progetti controversi e megalomani, come quello della ex Romantica a Melide, il mega quartiere a bordo lago a Maroggia o il tragico scempio di Villa Branca a Melide, una splendida villa ottocentesca, per cui si era mossa addirittura la NZZ, demolita per fare posto al solito complesso di palazzine di lusso con vista lago.”

Per non parlare di un altro progetto speculativo a Paradiso, quello che avrebbe visto scomparire l’Hotel Eden, e sorgere un mostro a vetri con facciata lago, progetto anche qui bocciato dalle autorità a causa dell’impatto paesaggistico disastroso.

Anche il vicino Grigioni italiano non si salva, recentemente la popolazione di Roveredo si era spaccata in seguito alla riqualifica dei terreni strappati all’autostrada, un progetto che prevedeva tra l’altro 10’000 metri quadrati di palazzine e negozi. (leggi qui)

Ma l’abuso edilizio è nel DNA dei ticinesi, dalla finestra allargata alla costruzione intera, il vizio di fregarsene di leggi e piani regolatori è un po’ un’abitudine, il Ticino infatti supera la media svizzera in questo poco invidiabile record.

Quella di cittadini, di chi è sensibile al proprio territorio, è una battaglia continua, dove non sempre si vince anche se spesso l’intenzione di opporsi e lottare è forte. Viviamo in un Cantone già fortemente cementificato e rovinato, cerchiamo di mantenere disperatamente ciò che ci rimane, contro gli speculatori.

 

 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!