Trasparenza? Meglio che la gente non sappia

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Lobbywatch è un’associazione indipendente, composta da giornalisti di diversa estrazione. Ogni anno l’associazione tiene monitorati i parlamentari svizzeri e le loro connessioni di interesse con la finanza, specificatamente si chiede loro di dichiarare i proventi dei mandati. Anche quest’anno è stato richiesto a tutti di sottoscrivere un’autocertificazione. Solo in sessanta hanno risposto esaustivamente e tra i ticinesi, solamente Marina Carobbio e Giovanni Merlini. (leggi qui)

Una cosa dovrebbe farci ragionare seriamente. Se un politico federale eletto dal popolo, non vuole far sapere quali sono i suoi guadagni e come vengono retribuiti le presenze nei consigli di amministrazione, qualcosa non va. La privacy qui non c’entra nulla. Chi rappresenta il popolo, che è il suo datore di lavoro a tutti gli effetti, gli deve trasparenza.

Il nostro Consiglio Nazionale conta 200 deputati, con l’UDC partito di maggioranza. Inutile dire che proprio questo partito, che ci impone votazioni continue e distruttive, come “No Billag” o adesso quella sull’autodeterminazione, è praticamente inesistente in questa classifica. Detto paro paro, gli UDC non vogliono dirci quanto e come guadagnano. Su 68 deputati, solo 8 hanno vuotato le tasche mostrandoci il contenuto.

Massiccia invece la presenza socialista, che da sola conta più della metà dei parlamentari che si sono autocertificati, 34 su 43 in totale.

Nel gruppo dei 60 troviamo qualche liberale, una manciatina di PPD, cinque Verdi (che però a onor del vero hanno 12 deputati) e poco altro.

Grandi assenti gli altri componenti della deputazione ticinese, con in testa Quadri e Pantani. Il popolo con cui i due deputati udicileghisti si riempiono la bocca ogni tre per due, sembrano invece ritenerlo indegno di sapere quali sono i loro maneggi e a quanto ammontano i loro guadagni.

Ricordiamo solo che quadri durante la campagna No Billag aveva accreditato al suo seguito un lobbysta di UPC Cablecom, maggiore concorrente della RSI pubblica. (leggi qui)

Mentre Roberta Pantani ha una serie di mandati da lasciarci perlomeno perplessi:

3 Mandati in Altri interessi Bo-Schi SA, Fondazione Pagani, Maru SA.

1 Mandato in Banca, finanza, contabilità Studio fid. E imm. R. Pantani Tettamanti SA.

4 Mandati in Attività di servizio Ramp Beratung SA, VSP Sicurezza & Automazione Sagl, Chiasso GAG SUISSE SA, Chiasso Modellami SA.

2 Mandati in Energia e acqua AGE SA, SA Consorzio Azienda Posso Prà Tiro.

2 Mandati in Immobiliare Centoventuno SA, Domusdea SA.

2 Mandati in Industria Farmatech R&M SA, Swikapital SA.

1 Mandato in Interessi delle città e regioni, Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio (ERS-MB).

1 Mandato in Protezione dell’ambiente Aqua Nostra.

1 Mandato in Sanità Medixentrix SA.

1 Mandato in Turismo, albergheria, ristorazione Pizza IN SA.

1 Mandato in Trasporti (persone e merci) Modalog SA.

Tutto legale, ovvio, ma la trasparenza dovrebbe essere cristallina in casa leghista, far sapere quanto guadagna la signora Pantani sarebbe un bel gesto anche per i suoi elettori

 

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