TV a portata di clic: e nüm a pagum

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Ma che bella la nuova TV e che goduria per gli sportivi: il ditino su un tasto che  apre tante finestrelle (film, famiglia, X-factor, pornografia, cartoni animati, sport ecc), il cursore su Juventus-Young Boys, « noleggia » e via: lo stadio si spalanca a soli 7fr.50. L’anno scorso per la verità erano 5: venghino Signori, venghino. E si può anche scegliere il commento (si fa per dire…) in italiano (o giù di lì…). E se voglio vedere il Lugano? La TV pubblica spalma le varie partite: la mia squadra passa solo una volta al mese. Nessun problema: con 5 franchetti la vedo sempre, solo 15 al mese. Si, ma se lo sport è solo uno, l’hockey, anzi il « derby » come mi ha detto un tipo che mi ha affrontato a muso duro , tempo fa, quando facevo il telecronista: « fortunato te, in inverno non fai nulla, non ti sento mai » «  Ma come ! Sono in trasferta 3 mesi e mezzo con lo sci alpino » « Io seguo solo l’hockey ». Tradotto: il resto non esiste.

C’è anche questa tipologia umana e ben lo sanno i furbastri di UPC , di « My sport », il mio sport: nel Paese del sole e del ghiaccio bollente, il nostro bel « Derbyland » per molti Ambrì-Piotta- Lugano (in ordine alfabetico…) è über alles. Un regalo di Quadri e Co. che si è dato da fare con gli americani dell’UPC, li ha pure accreditati a Palazzo. Un vero rossocrociato, paladino della nostra gente: Franza o Spagna (o USA) purché se magna, dicevano i romani. A soli 25 fr (ridotti da 29) al mese. Diritti acquistati dall’hockey svizzero per 30 milioni. La RSI trasmette solo i play-off. Le condizioni sono peggiorate: i riassunti vanno in onda dopo le 23 (prima alle 22.15). Alla tv pubblica, che tanto ha fatto per anni e anni lanciando il prodotto , creando aspettative ed entusiasmo, calci nel sedere. Alla RSI sono stati chiesti 100000 franchi a partita per il derby. Troppi? Allora andiamo dalla concorrenza.

Funziona così, lo sport è « spacchettato » in tante scatole cinesi: campionato di A e B, nazionale, campionati esteri e per di più, il tutto spalmato su diversi giorni. E’ il progetto di chi vuol affossare la TV (il servizio pubblico in generale, vedi Poste e Ferrovie) e dare il frutto maturo alla speculazione privata, che non ruba e non truffa (vedi sempre le nuove Poste elvetiche). E soprattutto risparmia sul personale: per il primo « derby »: un cronista, un commentatore tecnico, un presentatore, 4 ospiti mezz’ora prima, nelle pause e dopo. Dimenticavamo: due inviati a bordo-pista e uno in collegamento con la VIP Lounge. In parte pagati anche con la quota-parte dei soldi pubblici che spettano alle emittenti private.

Ora la SSR deve tagliare 100 milioni. Licenzierà 150 persone, 40 nella Svizzera Italiana. C’è grande apprensione: a chi toccherà ? 179 persone saranno spostate da Berna a Zurigo, il canone sarà ridotto di 90 franchi all’anno,  365 invece di 420, un franco al giorno. La SSR ha dovuto rinunciare alla diretta-Champions League di martedì: può passare solo dopo mezzanotte, e può scegliere solo una partita per tutta la Svizzera: prima era uno per regione linguistica.

L’attacco al Servizio Pubblico è globale: in Europa solo Italia, Irlanda Polonia e Svizzera hanno metà Champions in chiaro. Per chi vale Il famoso motto e nun a pagum ? (Totò lo dice in italiano) : per le TV pubbliche o per le private?

E sia chiaro: quanto esposto vale solo per lo sport, ed essenzialmente solo per il calcio e l’hockey nazionali ed estero (ma senza le Nazionali!) con qualche escursione in altri sport – motori, tennis, golf). Il costo per noi rossocrociati si aggira sui 400 franchi annui. Se poi vogliamo qualcosa da Sky, Now o DAZN, che offre anche pornografia, si va al raddoppio. Gira male anche ai furbastri delle notizie, dei film e dei documentari che tanto li vedo gratis strisciando sullo smart-phone. Polli d’allevamento: e i diritti ? Pensate che ci sia chi lavora in eterno gratis per voi ? Google e soci con la scusa della libera circolazione hanno sfruttato per anni il lavoro altrui, incassando miliardi in pubblicitá. Ma presto dovranno sopportare costi che saranno riversati sui paladini del« NO BILLAG », che la TV si fa a basso costo, con il telefonino (Quadri) e le notizie (magari inventate da Foa e Co. ) si leggono gratis.

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