Un thriller geniale e attuale

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Avete voglia di un bel thriller in grado di farvi pensare e riflettere sul mondo di oggi ? Allora «Negli occhi di Timea», di Luca Poldelmengo, edito da E/O, è il titolo giusto.

Può anche essere considerato come la seconda parte del già bellissimo «Nel posto sbagliato», del 2014, ma il romanzo ha comunque una vita propria.

Qui occorre un veloce riassunto, senza rivelare troppo, della puntata precedente. Siamo in una metropoli italiana, probabilmente Roma, e due fratelli (Tripaldi) riescono ad inventare una tecnica di indagine eccezionale. Grazie all’ipnosi trasformano tutti gli inconsapevoli cittadini in testimoni. Una specie di Grande Fratello mobile e presente dappertutto, in grado di offrire notizie altrimenti impossibili da reperire. Come si dice «da fonte degna». Ovviamente una pratica che lede la libertà e, nel contempo, un’arma di potere troppo suggestiva per chi il potere lo vorrebbe. Dunque, una volta risolte le sfide politiche, questa prassi è stata proibita, il reparto di polizia speciale e segreto smantellato ed i suoi creatori … mandati in esilio. In Albania.

E siamo al thriller di oggi. Confermati i personaggi, seppur dotati di peso specifico diverso, e aggiornate le faide di potere. Ora l’oggetto del desiderio è il traffico di immondizia. Succede quel che qui non raccontiamo ma c’è un fatto che diventa «centro»: un attentato in grado di rimescolare le carte e rimettere tutto in gioco. Un’ esplosione davvero clamorosa, tanto da provocare immediate riunioni politiche e subitanee teletrasmissioni straordinarie. L’atto terroristico viene visto da una misteriosa bambina di pochi anni, Timea. Chi è, da dove viene? cosa hanno visto i suoi occhi? e, soprattutto, è il caso, per una sola volta e a titolo eccezionale, di avvalersi nuovamente alla tecnica appena proibita?

Non facciamo spoiler, cioè non diciamo altro. Qui ci basta aggiungere che Luca Poldelmengo è bravissimo nella scrittura, con i tanti punti di vista diversi e mai nessuno di loro privilegiato (e così sembra dire al lettore: vedi tu, a te la scelta, questo è il coro) e con un ritmo incalzante, da vero sceneggiatore quale è in effetti Poldelmengo è. Poi, poi ci sono i temi. Abbiamo già detto della fantastica trovata della moviola umana, che in pratica ci ripropone un tema attualissimo, anche qui da noi (e siamo alla fatidica domanda: quanta libertà siamo disposti a sacrificare in nome della sicurezza?). Poi i personaggi, assai verosimili a quelli veri e attuali, il telegiornalista ricattabile che inventa certe edizioni speciali per un non dichiarato motivo, il premier che accetta un compromesso impossibile con l’odiato nemico (chissà perché?), il ricorso alle più efferate azioni da parte della delinquenza, che comunque un filo diretto con il potere ce l’ha. Insomma, tutto un repertorio umano da lasciare incollati alla pagina «siamo in una piazza metafisica avvolta dalle tenebre e popolata da dannati che possono solo sognare la luce.» ha scritto Giancarlo De Cataldo, uno che di queste cose ne capisce assai… . Per concludere ci piace sottolineare come «Negli occhi di Timea» sia capace di colpire subito il lettore ma poi anche tornare in fase retrospettiva, quando il volumetto è pronto per lo scaffale e la mente è già presa da altre storie. E Timea è ancora lì, ad inquietare. Non lei ma quello che vede e la società connessa. La nostra.

 

«Negli occhi di Timea.» , 2018, di Luca Poldelmengo, ed. E/O, pag. 224, Fr. 20,00, 2018.

 

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