Argo1, tana liberi tutti

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C’è un fantastico Libro di Gabriel Garcia Marquez, “Cronaca di una morte annunciata”. Il protagonista, Santiago Nazar, sta per essere ucciso dai fratelli di una ragazza a cui lui ha “preso” l’onore, come si diceva una volta. Tutto il paese sa che Santiago sta per morire, ma lui no. È l’unico ignaro. Gira per il paese fresco e felice senza sapere che la sua fine è imminente.

Oggi non parliamo di un romanzo, il Santiago della situazione è la verità sul caso Argo1.

Due anni di inchieste, commissioni, delazioni, confessioni e il colpevole non esiste. Il ministero pubblico, rappresentato dal procuratore Andrea Pagani, ha prospettato un decreto d’abbandono per Claudio Blotti, Renato Scheurer, Marco Sansonetti e Davide Grillo.

Niente accettazione di vantaggi, niente corruzione passiva, niente infedeltà nella gestione pubblica. Una ditta creata in un attimo senza dipendenti si ritrova un mandato diretto di tre milioni e mezzo, gestendo 4 centri per richiedenti l’asilo nel Cantone e, alla fine, è tutto normale, nessuno è colpevole, e parliamo di Argo1 una ditta accusata di pagamenti in nero, del maltrattamento degli ospiti del centro e che lavorava a prezzi ridicoli. La povera verità-Santiago giace in una pozza di sangue con un coltello infilzato nella schiena.

La verità è morta e la rabbia è tanta.

Perché non è possibile che due anni di minuzioso spulciare di atti, testimonianze e dichiarazioni dei coinvolti, non abbia dato nessun frutto. Niente, nada, nicht. Tutti a casa, saluti e grazie. E in tutto questo bailamme, sembrano preoccupare di più le fughe di notizie o documenti che il raggiungimento di una conclusione.

Non un buon momento per Paolo Beltraminelli, che è, alla fine, il responsabile di questa porcheria. Lo è in quanto capo di un dipartimento che non può dispensare milioni di mandati lavorativi come se fossero arachidi.

Santiago, a questo punto possiamo seppellirlo a buonanotte ai suonatori. Voltare pagina a questo punto è doveroso, e la ricandidatura di Beltraminelli è un macigno pesante per il PPD, un macigno che non sembra capire quando è il momento di spostarsi. Ma si sa, i sassi non sono famosi per le loro capacità di adattamento.

 

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