Burioni e i somari antiscientifici

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In una repubblica, quella italiana, dove si propone di controllare la divulgazione scientifica in RAI imponendo di parlare anche di realtà “alternative”, tocca ai privati fare qualcosa per reagire. L’asservimento grillino ai no vax, infatti, ha prodotto come risultato una regressione del pensiero scientifico per lasciare spazio a teorie astruse senza nessun fondamento empirico.

È il professor Roberto Burioni, fiero avversario di questo pensiero fuorviante, a decidere di aprire e finanziare un portale online contro i “somari antiscientifici” come li definisce senza mezzi termini.

L’iniziativa segue quella del febbraio di quest’anno, quando la Fnomceo (la federazione nazionale dell’ordine dei medici italiana) aveva anch’essa aperto un sito web per combattere le fake news fuorvianti. Il sito, intitolato “Dottore, ma è vero che…?”, smontava credenze errate e fantasiose teorie che potevano nuocere alla salute dei pazienti. Infatti il portavoce della Fnomceo aveva spiegato:

“le bufale, quando incidono sulla salute, rischiano di trasformarsi in vere e proprie azioni criminose, sostenute da interessi economici o solo dall’ignoranza”

Roberto Burioni, virologo al San Raffaele di Milano, ha fatto della difesa del pensiero scientifico e dimostrabile una missione. Il sito (clicca qui), è un portale di informazione, non solo legato a fatti prettamente medici, ma anche a smontare varie teorie o false notizie che possono danneggiare la salute.

Burioni racconta che aveva pensato di ritirarsi da Facebook, ma poi la sua indole combattiva e il suo senso di responsabilità hanno avuto il sopravvento:

“mi sono reso conto che in poco tempo ero riuscito a stabilire un rapporto di fiducia con il pubblico e, con i tempi che corrono, non si può dilapidare un patrimonio del genere. Ci sono ancora troppe entità che lisciano il pelo ai somari antiscientifici”.

E tornando a una famosa intervista alla ministra 5 Stelle del sud Barbara Lezzi, si fatica a non dare ragione a Burioni. La Lezzi, durante una trasmissione su La7, a una domanda in merito al controllo governativo della divulgazione scientifica dichiarava:

“ non si tratta di controllare nel senso di gestire, ma, insomma, cercare anche di dare tutte le versioni possibili in merito a un determinato argomento, e non soltanto una”. Il giornalista de La7, perplesso, fa giustamente notare: “Ma la ricerca scientifica non è sottoposta ad opinioni…” (clicca qui per l’intervista)

Verissimo, la scienza non è opinione, ma fatto dimostrabile, come spiega sempre Burioni o altri che della ricerca fanno il loro lavoro. La ricerca scientifica, e dispiace doverlo rispiegare, si basa sulla sperimentazione, su metodi precisi e che danno risultati. Poi i risultati vengono vagliati e si creano le soluzioni se ci sono. Pensare che i venusiani ci controllino il cervello, per esempio, è lecito, ma non ha nessuna prova a suo suffragio.

Ben vengano perciò iniziative atte a smontare queste teorie astruse senza alcun fondamento che possono essere, purtroppo, in certi casi anche letali.

 

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