Casari azzanna ai polpacci Tuto Rossi

Alberto Casari a pugno duro contro Rossi: “penso che molti di noi non debbano più fare silenzio, altrimenti significa allinearsi (…) significa sdoganare i tuoi comportamenti rozzi e razzisti, checché tu ne dica.”

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Gli strascichi del video di Tuto Rossi (leggi qui) non sono terminati. Ieri, Alberto Casari, consigliere comunale PS, ha deciso di suonarle e cantarle a Rossi. In poche parole, Casari, schifato dall’agire dell’esponente UDC, di cui il video su neri e bleniesi è solo la punta dell’iceberg del suo agire, ha deciso di rifiutarsi di firmare un’interpellanza interpartitica. Il suo non è un rifiuto alla proposta, ma proprio il rifiuto di agire in concordanza con un personaggio come Tuto Rossi.

Ecco la risposta di Casari a Rossi, condivisa con tutti i consiglieri comunali:

“Caro Tuto,

forse non dovrei chiamarti così, perché stando a quanto ha detto Fabio Pusterla al nostro congresso PS, e cito “Aver caro qualcuno vorrebbe dire, e questo è il significato che la parola porta con sé da secoli, e anzi da millenni, salendo a noi almeno dall’epoca latina, riconoscerne il valore, la preziosità, e provare una forma di affetto, di tenerezza, persino di amore”.

Ecco, stando a Pusterla non devo chiamarti “Caro”, perché non ti riconosco più il valore che potresti avere e tanto meno ti riconosco una preziosità. (leggi qui)

Detto questo vorrei fare alcune considerazioni che esterno a tutti coloro ai quali hai scritto. Ho deciso di scrivere a tutti, non solo a te, perché penso che molti di noi non debbano più fare silenzio, altrimenti significa allinearsi. La mia esternazione non è tanto legata all’interpellanza che vuoi inoltrare, anche se avrei molto da dire sia sui contenuti che sulla forma, ma piuttosto sulla tua idea di farla diventare interpartitica, farla firmare dal maggior numero di consiglieri comunali.

Firmarla con te significa sdoganare i tuoi comportamenti rozzi e razzisti, checché tu ne dica. Ma questa è solo l’ultima di una serie di modi di fare che chi la pensa come me, non può accettare. Come non sono accettabili gli attacchi che hai rivolto ad alcune persone, semplicemente perché hanno militato o militano nel partito socialista. Perché abbiamo denunciato pubblicamente il tuo scadente, offensivo e razzista, filmino sui bleniesi. Attaccare è sempre più facile che scusarsi, perché tu non sbagli quasi mai. Oppure come hai fatto in passato, ti scusi, prometti, ma alla fine non succede nulla.

Non posso firmare nulla di tuo, per una questione di principio, perché ciò vorrebbe dire alzare quella famosa asticella della tolleranza, dello sdoganamento di tutta una serie di comportamenti sempre più aggressivi verso una parte del genere umano.

Dobbiamo dire basta, perché altrimenti torniamo indietro di cento anni, dimenticando completamente la nostra storia recente. Dire “Beh, questa cosa non è male, possiamo condividerla con te”, non va bene, perché è come quelli che dicono che Mussolini ha fatto anche cose positive per l’Italia. Sarà anche vero, ma per una cosa positiva, quante ne ha fatte di negative e quante sono state quelle abominevoli?

Stiamo andando in quella direzione e personalmente non ti sdogano più nulla, altrimenti significa alzare ancora l’asticella. No, adesso basta!

Come hai fatto con altri, adesso mi attaccherai, l’ho messo in conto, come hai già fatto in passato. Mi sono preparato.

E per concludere vorrei ricordarti una cosa, che forse ti sfugge: il Direttore del Dipartimento del Territorio è un certo Signor Zali, eletto in quota Lega-UDC. Alcuni rimproveri ed alcune domande dovrebbero essere  prima di tutto, indirizzati a lui e al dipartimento che dirige.

Scusa, ancora una cosa: anch’io preferirei che tu mi stralciassi dalla tua lista di distribuzione, mi faresti un piacere.

Ti ringrazio e ti saluto.”

Tuto Rossi ovviamente risponde con la consueta eleganza e tira in ballo, come da suo copione classico, anche il sottoscritto. Leggetelo che è un sunto di farneticazioni dove il Rossi, più che perorare la sua causa, sputazza iracondo a destra e a sinistra come un lama in preda alle convulsioni:

“Ti prego giò do dida, prima di rivolgerti a me.

Se in questi anni hai allenato solo i muscoli, tralasciando il cervello non è colpa mia.

Rinuncio a farti l’analisi logica della mia battutaccia per dimostrare che non è razzista perché di sicuro non la capisci (Dio ti perdoni! – La mia infelice barzelletta semmai era, scherzosamente ovviamente, contro i blenliesi – a loro ho presentato le mie sincere scuse – i quali non essendo una razza, credevo a torto di non offenderli, tanto era grossa la mia stupida sparata -)

Se sulla tua intelligenza è inutile contare, contesto la tua buona fede.

Il Partito Socialista si fa fare la pubblicità elettorale da Corrado Mordasini, il quale insulta pesantemente i negri (sono parole sue) se appena giungono a un posto di vertice, disegna Patrizia Pesenti con sulla faccia peni maschili in erezione sotto il titolo “Patrizia non viene più”, dedica la copertina a una candidata con la didascalia”lei suona il violino e il popolo la tromba”, pittura Marina Masoni nuda prostrata in posizione pecorina …. e dulcis in fundo, davanti alla condanna di un nonno pedofilo, si lascia andare a un commento di compassione verso il nonno (capito bene verso il nonno, non verso i bambini stuprati). 

Ecco questo, caro Alberto, è il tuo caro amico, il tuo compagno, quello che gestisce la tua campagna elettorale che ti ha fatto eleggere in Consiglio comunale, e che era presente al Congresso che tu citi per farmi la morale.

Nessuno ti ha mai sentito criticare queste schifezze di casa tua. Quindi taci che è la cosa che ti riesce meglio.

In realtà il tuo livore ha ragioni psicologiche che ti farebbe bene curare; risiedono nella frustrazione di vedere un collega di Consiglio comunale che si esprime liberamente (anche facendo grossi sbagli per l’amor di Dio), perché il posto di lavoro non gliel’ha dato il partito politico. Per questo ti mangi il fegato.

Stop! Ul Casari e nient da scena …,  si diceva una volta.

Sono desolato di avere rubato involontariamente la scena a Casari, di cui a mia insaputa ho fatto la campagna pubblicitaria. Putroppo Rossi, evidentemente invaghito di me, non riesce a parparl dei socialisti senza fare mezza pagina di contumelie contro la mia persona. Vorrei aggiungere, come compendio, la mia complicità nell’Olocausto ebraico, nelle stragi dell’Isis e vorrei anche sgravarmi la coscienza per quella volta che spazzolai tutta la torta di mele che mamma aveva nascosto conoscendo i miei belluini appetiti.

Scherzi a parte, un plauso a Casari va fatto. Il consigliere comunale socialista ha ribadito le proprie idee, la propria etica, un’etica che dovrebbe impedire a qualunque persona di buon senso di andare a braccetto con dei personaggi come Tuto Rossi, individuo dalle idee aberranti e perniciose, aggressive e razziste. Un Tuto rossi sempre più isolato e impresentabile annaspa tra sperticate scuse ai bleniesi e a auguri strappalacrime agli altri consiglieri comunali. Altre persone, di ben diversa caratura, sarebbero state sommerse dalla vergogna e avrebbero dato le dimissioni. Lui non lo farà mai, sappiatelo.

 

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