Dimenticate la Svizzera verde

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L’apparente buona notizia è che l’imprenditore e mecenate svizzero Hansjörg Wyss, fondatore del gruppo Synthes Global attivo nel settore della tecnologia medica, ma anche di una fondazione che porta il suo stesso nome, donerà la ragguardevole cifra di un miliardo da investire globalmente per la creazione di parchi nazionali, riserve naturali e aree marine protette.

“Tutti noi, cittadini, filantropi, imprenditori e capi di Stato dovremmo preoccuparci dell’enorme divario tra la scarsa protezione di cui gode attualmente l’ambiente e ciò che dovrebbe essere protetto – ha scritto Wyss in una lettera aperta pubblicata sul New York Times – questa è una lacuna che dobbiamo colmare con urgenza, prima che l’impronta umana prenda il sopravvento sugli ultimi luoghi selvaggi della Terra”.

Già. La donazione dell’ottantatreenne bernese (che però vive negli Stati Uniti) sarà scaglionata sull’arco di dieci anni con l’obiettivo dichiarato di mantenere, almeno fino al 2030, circa il 30% della Terra allo stato naturale. Un nobile proposito che segue però di pochissimi giorni l’amarissimo rapporto pubblicato dal WWF che registra come dal 1970 a oggi, in poco meno di mezzo secolo, le attività umane hanno annientato il 60% della fauna selvatica.

Mammiferi, pesci, uccelli, rettili e invertebrati sono stati sacrificati sull’altare dello sviluppo delle attività umane. Un consumo di risorse e di aree naturali che sta mettendo in grave pericolo anche il futuro della nostra specie. “Stiamo camminando come sonnambuli sull’orlo di un precipizio” ha commentato uno degli esponenti di spicco dell’organizzazione in prima linea nella salvaguardia ambientale.

“Purtroppo, la Svizzera non può ergersi a modello in termini di conservazione della natura e della biodiversità, anzi: rientra addirittura fra i Paesi che contribuiscono maggiormente al loro declino – si legge per di più nell’edizione elvetica del rapporto del WWF – nessun altro Paese al mondo ha una percentuale così alta di specie in pericolo di estinzione”.

E non è tutto. Perché quasi tre pianeti come la Terra sarebbero necessari se tutti vivessero come la popolazione svizzera, con gli standard e i consumi che caratterizzano la nostra cosiddetta “impronta ecologica” che misura proprio il consumo di risorse naturali e la sostenibilità, o meno, degli stili di vita che ci contraddistinguono in quanto Homo Sapiens. Il consumo svizzero pro capite è di 2,9 volte superiore alle risorse disponibili sul pianeta per persona. Ecco perché non potrà essere soltanto la goccia di Wyss da un miliardo di dollari a cambiare le sorti di un Terra profondamente segnata, da sconquassi tali da avere drammaticamente le ore contate.

 

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