E non è finita qui

Di

“Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti”. Questo è stato il messaggio diffuso su Twitter da Matteo Salvini non appena è iniziato lo sgombero del campo d’accoglienza dell’associazione Baobab a Roma, vicino alla stazione Tiburtina. Il campo ospitava normalmente circa 300 persone, di cui la metà però non era già più presente martedì, quando la polizia ha circondato e chiuso l’area. Una sessantina di migranti sono stati spostati in altri luoghi della municipalità romana, mentre gli altri sono abbandonati a loro stessi, per strada, con l’inverno alle porte. Come cani randagi.

Il campo Baobab è però solo la punta dell’iceberg: sono migliaia i rifugiati costretti a vivere in insediamenti improvvisati o edifici abbandonati, senza accesso ad alcuna infrastruttura di base. Impossibilitati a trovare una sistemazione propria a causa della povertà assoluta in cui versano da un lato e impediti nell’accesso in campi di accoglienza per via della mancanza cronica di posti dall’altro, la vita degl’indigenti sarebbe insostenibile se non intervenissero concretamente delle organizzazioni non governative. In situazioni tanto tragiche, sono associazioni come Baobab a provvedere coi propri limitati mezzi al miglioramento della vita di questi senzatetto, tra i quali si annoverano anche diversi italiani, distribuendo cibo e garantendo assistenza medica, legale, nonché lezioni di italiano. E, soprattutto, a ridare speranza a delle persone che per troppo tempo sono state lasciate da sole. Ebbene questo, oggi, non è più.

Per risolvere il problema dei campi abusivi, rifugio per i disperati, in questi giorni il lungimirante governo italiano ha regalato due soluzioni: ruspe per ripulire e polizia per reprimere. Non vogliamo mica che qualche immigrato protesti per avergli portato via quell’unico tetto che gli era rimasto, giusto? A prescindere dall’insensibilità verso gli sfrattati con cui è stata portata avanti questa manovra, ciò che appare più irrazionale è la mancanza di alternative che le autorità hanno posto sul piatto. In fondo potrebbe essere comprensibile lo sgombero delle zone abusive degradate, a patto però che venga fornita assistenza continua in zone sicure a coloro che vi abitavano prima. Qui no. Secondo la municipalità di Roma, solo a 75 persone è stato assegnato un alloggio alternativo. E gli altri? Gli altri saranno lasciati a loro stessi, perché non è stata pensata alcuna misura d’emergenza alternativa, nemmeno temporanea.

Ecco un altro risultato terribile di una politica contro l’immigrazione estremamente aggressiva e avventata, che fomenta un odio indiscriminato verso tutti i non autoctoni d’Italia e lascia in completa incertezza i bersagli. Le vicende delle navi Aquarius e Diciotti sono state solamente il preambolo della spietatezza di questo governo. In quell’occasione si fece di tutto per lasciare al mare gli esodanti, in condizioni orrende dopo il lungo viaggio. Si sarebbe potuto farli attraccare, rifocillarli, curarli e poi, se necessario, farli rientrare con mezzi sicuri nel loro Paese, ma così non avvenne. Ora la demolizione del campo Baobab libera sì, temporaneamente, Roma da un campo d’accoglienza abusivo, ma inonda le strade di gente che possiede quasi solo ciò che indossa: la città non sarà un posto più sicuro.

Queste mosse politiche che tentano vanamente e con violenza di risolvere in minima parte problemi enormi come quello del mancato controllo statale del territorio, non possono che mostrare chiaramente la tipologia di persone che sono al potere: uomini freddi, cinici addirittura, a cui non importa assolutamente nulla delle vite umane che sono messe a rischio non solo nello specifico caso come può essere quello della Diciotti o di Baobab, ma anche del comportamento ormai diffuso delle aggressioni razziali fisiche e verbali. Questo governo del cambiamento sta facendo davvero mutare il modo di agire dei cittadini, cerca di circoscrivere le aggressioni, di farle passare per casi isolati e ininfluenti. Anzi, anche di fronte al fatto compiuto c’è chi riesce a dire che l’Italia non ha affatto problemi di razzismo. L’implicito beneplacito del governo verso tali atti comunque non è nemmeno l’unica azione pericolosa tacitamente promossa finora, poiché si sta tentando di minare le basi della tolleranza col prossimo, della pacifica convivenza, anche a livello legale. L’eliminazione delle lezioni d’italiano per i migranti e le altre norme controverse del decreto sicurezza cercano di creare una spaccatura sempre più grande tra italiani e non italiani, sebbene tali misure vengano sempre sponsorizzate come risultati “del buonsenso e dell’applicazione più giusta della legge”.

Tuttavia, per quanto Salvini non si definisca razzista e xenofobo, i fatti (a Matteo tanto cari, citati in ogni tweet) parlano chiaro da soli: l’odio è il principio fondante di ogni sua scelta contro gli stranieri. Perché solo l’odio può farti desiderare un censimento etnico ad hoc per i Rom. Solo l’odio può farti insultare disumanamente la madre di un geometra romano pestato a sangue dalla polizia, che tanto difendi e acclami sperando un giorno di poterla scatenare contro chi ti contesta. Solo l’odio può farti godere nel vedere in manette Mimmo Lucano, sindaco divenuto simbolo di ciò che può essere l’apertura e la convivenza col prossimo. Solo l’odio può farti paragonare Laura Boldrini, donna che si è sempre spesa per gli ultimi di ogni nazionalità, ad una bambola gonfiabile, smascherando con le tue stesse mani quel sessismo e quella misoginia al quale menti medievali come Pillon e Fontana fungono da araldi. Solo unicamente l’odio, può renderti fiero della distruzione di un campo abusivo di gente miserrima, ora senza un posto dove andare. Perché i migranti in luoghi irregolari no, ma condonare le case abusive ad Ischia sì, lasciare che quegli stramaledetti fascisti di Casapound occupino abusivamente per anni uno stabile, minacciando di massacrare chi prova a sgombrarli, sì, non è vero? O Italia, destati, poiché “non è finita qui”!

 

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!