FC Lugano vs. Team Ticino: va’ dove ti porta il rublo?

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Lo scontro frontale fra due visioni opposte della formazione-educazione di un giovane aspirante erede di Messi non è giunto a un compromesso: il calcio ticinese due sere fa a Giubiasco ha fatto ridere l’intero Paese: riunito alle 18 a Giubiasco per un’assemblea che doveva fare chiarezza, FC Lugano (e il suo satellite Chiasso) da una parte , Bellinzona e Team Ticino dall’altra non sono nemmeno riusciti a nominare il presidente del giorno! “Butta lo spaghetto”, tutti a casa per cena e nemici come prima.

Il FC Lugano ha fatto “outing”senza mezzi termini: “riconosceteci leader” (Campana, dir. generale”) .” Si, il Lugano deve avere il timone” (Novoselskiy, pres. settore giovanile ). “Situazione irreversibile” (Renzetti, presidente). E invece no: perchè Lugano fa parte della Svizzera e il club fa parte della Federazione nazionale di calcio. Il sistema svizzero (esattamente come l’apprendistato) è studiato e copiato in tutto il mondo avendo dato due titoli mondiali under 17, una finale europea under 21, e un posto nelle prime 10 al mondo alla nazionale maggiore!

Ma a qualcuno non basta: l’arrivo del russo Novoselskiy e le ambizioni del presidentissimo Renzetti hanno cambiato le carte in tavola: il futuro campione va formato molto prima rispetto alle direttive nazionali che procedono più tardi alla scrematura, lasciando crescere il ragazzo, non rubandogli troppe ore di scuola, non svuotando la periferia, non accentrando. La città di Lugano (a trazione leghista…) come la Lipsia della DDR? Come la Sparta dell’antichità? “Militarizzare” i ragazzini di 7-8 anni? Allevarli come pulcini in batteria in attesa della gallina dalle uova d’oro? È più o meno quanto afferma Enzo Lucibello , uno dei “garanti” del Team Ticino (con altri pesi massimi dell’economia come Bobbià e Regazzi): “Il FC Lugano fa “business” con i giovani trasformandoli in carne a macello”. Con parole meno crude: forza la loro crescita calcistica (trascurando quella umana) per trovare il nuovo Messi, dare titolari alla prima squadra e fare cassa con qualche altro pezzo pregiato.

Intendiamoci: è l’idea è di tutti i padroni delle squadre calcistiche. Ci sono procuratori che in Africa e in Sudamerica praticano un nuovo mercato di schiavi: ragazzini strappati alla loro terra con la promessa di un futuro radioso. Se va bene si “compra” a 10 e si vende a 10000. Capita. Ma la Svizzera non è l’Africa. Ci sono dei paletti: l’educazione per esempio: per le trasferta non più di 2 giorni di assenza scolastica. I futuri fenomeni del FC Lugano li hanno ampiamente superati in tornei internazionali riservati ai ragazzi di 12 anni! Le direttive nazionali sono chiare: poche trasferte all’estero e richiesta di autorizzazione. Obbligo di formare i ragazzi della propria regione, senza pescare all’estero(12-14% nel Lugano). Obbligo di curare i settori giovanili secondo le direttive nazionali, pena la perdita della licenza per la prima squadra: Lucibello dice di aver visto una “under 12” con 7 stranieri. La Federazione Svizzera su questi punti ha bacchettato il FC Lugano e gli ha tolto 15000 Fr. di sussidio. Poco più di un cappuccio-brioche per Novoseltskiy (ci mette un milione) che si dice innamorato del Ticino e che ha trasferito la famiglia a Paradiso (e un figlio nelle giovanili del FC Lugano), e ha pure messo moneta fresca attraverso un socio nelle povere casse del Chiasso.

E così ai 4 voti luganesi in assemblea si aggiungono i 4 del chiassesi, contro i 4 del Bellinzona. E democraticamente, anche grazie a qualche rublo in più, siamo a una chiara maggioranza. Se poi la Federazione Ticinese (ossia lo Stato, il “pubblico”) vuole una rappresentanza,” un membro lo possiamo accettare”. Lugano dixit. Magari senza diritto di voto.E ti pareva: ieri, secondo statuto, vista l’aria prepotente che tira, la Federazione Ticinese ha parato il colpo presentando, si può per statuto, 4 candidati.. E siamo a 8 contro 8. La brama egemonica del FC Lugano va in frantumi. E poi: a parità decide il presidente: bravo, e chi? L’ex giocatore e allenatore dei bianconeri Engel? Lui è chiaramaente un rossocrociato, segue le direttive nazionali. Renzetti si infuria: “Se Engel diventa presidente( magari con doppio voto) telefono a Berna, non mando in campo la squadra contro il Lucerna”. E Berna: “Ci dispiace, ma secondo statuto può farlo. La squadra però perderà la licenza, cambierà nome e ripartirà dalla 5.divisione.”

Renzetti a tratti ricorda Nerone: quello da film e quello vero che spostò di 2 anni le Olimpiadi, e nel 67 d.C si inventò la gara con la cetra e la declamazione tragica vincendo in totale 6 corone. Ha qualche problema a situarsi nel territorio. Dice che il Grasshoppers pesca nei vicini cantoni Argovia e Sciaffusa, e lui ha il confine con l’Italia, è normale che peschi lì. Il dir. generale Campana gli può dire che Argovia e Sciaffusa sono cantoni svizzeri, la Lombardia no? Non si può, niet. L’èlite ticinese del Team Ticino (dai 15 ai 18 anni) non può essere una proprietà privata, e i ragazzi dai 7 ai 14 anni nemmeno. Non è normale che qualcuno arrivi in taxi da Locarno a Lugano per diventare un campione. Il ragazzo non può spostarsi da casa oltre un raggio di 30km. Non è normale (detto da un genitore a un ex alto dirigente del FC Lugano) ricevere una nota in cui si comunica che ” il ragazzino non ha un comportamento professionale”. Si divertiva troppo? Non a caso il Dipartimento di Manuele Bertoli si offre per una mediazione. Sperando che le parti possano trovare un punto d’incontro

 

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