Gobbi e i guerriglieri della P-26

Pubblicità

Di

La P-26 era un esercito segreto, addestrato per attuare sabotaggi e guerriglia nel caso dell’avvento di un governo comunista in Svizzera (e già la cosa fa ridere). La paura della Guerra Fredda aveva creato anche da noi queste aberrazioni. L’organizzazione paramilitare segreta, ramificata in Ticino in 6 distretti, contava da noi una cinquantina di membri.

In un’epoca dove solo essere comunista o socialista era motivo di segregazione sociale, i pagliacci della P-26 si baloccavano coi loro sogni gloriosi di terrorismo borghese e destroide.

Gobbi, tempo fa, presenziò a una cerimonia dei veterani della P-26. Ci sono volute 24 pagine di spiegazioni, in seguito a un’interpellanza di Carlo Lepori e Matteo Pronzini, per far dire al ministro che non vede il problema. Un volume notevole di scritto, per una risposta parlamentare, arrivata otto mesi dopo l’interpellanza.

A Gobbi ricordiamo che rappresenta, come ministro, tutti i cittadini, anche quelli di sinistra. Presenziare a un’organizzazione di destra di stampo guerrigliero non è accettabile, come non lo sarebbe solidarizzare con un esercito segreto di estrema sinistra. Immaginatevi solo Bertoli che si reca a un meeting di reduci di Lotta Continua.

Che Gobbi abbia simpatie destrorse è palese anche ai paracarri. D’altronde il ministro leghista è lì proprio perché le sue simpatie raccolgono il plauso di una buona fetta di Ticinesi.

Questo non significa che Gobbi, in spregio alla rimanente popolazione, se ne freghi e sia presente, vidimandone cosi l’agire, alla celebrazione di una struttura che era preposta al rovesciamento del governo nel caso questo si fosse profilato a sinistra.

24 pagine di spiegazioni sul delicato momento storico del dopoguerra e della Guerra Fredda non giustificano l’agire di Gobbi.

Se ci sono state paranoie anticomuniste fino a una trentina di anni fa, ciò non significa che questi “guerriglieri” della destra debbano essere onorati dalla presenza di un ministro della repubblica del Cantone Ticino.

 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!