I migranti e la sanguinosa storia americana

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Gli USA hanno praticato per decenni una politica estremamente invasiva in Sudamerica tollerando e armando dittatori o gruppi di guerriglieri per contrastare ribellioni popolari. Le recenti migrazioni di disperati sono anche conseguenza di queste politiche.

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Per caso ho letto questo post su Facebook, che mi ha infastidito in modo particolare. Leggetelo fino in fondo, se ce la fate, per capire la mia presa di posizione in merito.

Premesso che non è mia abitudine commentare pubblicamente le opinioni altrui, questa volta mi sono “saltate le valvole”. Inizio con alcune considerazioni generali sul post. Il tema è l’immigrazione ed in particolare dai Paesi sudamericani, più precisamente la marcia di protesta in atto, ma questo è secondario.

La retorica del post è aggressiva, anche se camuffata da una parvenza di logica. Interessanti sono inoltre i likes ed i prevedibili commenti, che dimostrano una volta di più lo scarso senso critico di molte persone. In particolare gli accenni alle “maniere forti” o “il post dovrebbe essere l’ultima pagina della Bibbia” son vere e proprie perle.

Motivazioni e cause non vengono lontanamente accennate, l’autore tira in ballo la legge (quella sull’immigrazione?) e parte direttamente con la solita tirata sui radical chic, condita dal complotto di Soros per terminare con un’ipotesi da terza elementare. Non poteva mancare il solito accenno sull’attitudine criminale dei migranti, insomma il solito stereotipo trito e ritrito, tanto per non farci mancare niente.

Il punto saliente e più scandaloso è il corto passaggio in cui l’autore afferma che queste persone dovrebbero protestare contro i propri governi per la situazione di indigenza in cui si trovano.

Premesso che non sono un esperto di storia del Sudamerica, credo che tutti abbiano sentito parlare almeno una volta dei sanguinosi regimi dittatoriali sudamericani. Credo anche che dovrebbe essere ben chiaro che questi regimi sono stati sostenuti dagli USA (Cile, Argentina, Nicaragua ecc.), in parte per difendere gli interessi delle loro, e delle nostre multinazionali. Gli USA hanno praticato per decenni una politica estremamente invasiva in Sudamerica tollerando e armando dittatori o gruppi di guerriglieri per contrastare ribellioni popolari (come i Contras in Nicaragua). Aggiungo le sanzioni economiche per tutti i Paesi “comunisti” che hanno cercato di alzare la testa (Cuba, Venezuela).

Restando obiettivi affermo tranquillamente che anche in Paesi socialisti chi protesta rischia grosso, come ultimamente succede in Venezuela con Maduro.

Quindi mi chiedo se l’autore del post citato e coloro che “applaudono” siano completamente a digiuno di storia recente sudamericana e non abbiano mai sentito parlare di Pinochet, Somoza e compagni.

In caso affermativo sarebbe opportuno stare in silenzio, per non offendere la dignità delle persone che hanno pagato con la propria vita la loro protesta. Le decine di migliaia di morti, incarcerati o torturati, o peggio “desaparecidos” gridano vendetta al cielo ancora oggi.

La situazione economica di molti Paesi sudamericani è figlia di uno sfruttamento senza proporzioni da parte dei Paesi occidentali anche causato dagli stessi dittatori che si sono arricchiti per decenni.

Se invece i nostri paladini dell’ordine sono coscienti di questi fatti, allora siamo di fronte ad una disonestà intellettuale e a un’ignoranza di proporzioni galattiche, condita da motivazioni di scarsa morale e di un menefreghismo preoccupante.

Anche se sono cosciente che la migrazione in atto non è una soluzione, sarebbe opportuno ammettere che gli USA subiscono il boomerang della loro politica, e che semplicemente oggi non hanno bisogno di ulteriori braccia per raccogliere l’uva o di sguatteri nei fast food.

Sono le cause che vanno combattute e non gli effetti, ma forse questo è un discorso troppo complicato per alcuni.

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