Il fascista Pétain un grande soldato

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Le azioni di un uomo, il suo agire ne stabiliscono il ruolo nella storia. Il maresciallo Pétain, a capo del governo di Vichy, si prestò, come uomo e come militare, a una dei più vili governi fantoccio della seconda guerra mondiale.

Collaborando di buona lena coi nazisti, Pétain e la gendarmeria francese deportarono 76’000 ebrei francesi. Solo poco più di 2’600 fecero ritorno dai campi.

Ma per volere di Emmanuel Macron, presidente francese, Pétain andavacommemorato tra i militari della prima guerra mondiale, di cui quest’anno cade il centenario. La prima ecatombe mondiale lascerà sul terreno venti milioni di morti e preparerà il terreno per gli orrori che sarebbero seguiti vent’anni dopo.

Macron, che era stato votato dai francesi anche in quanto alternativa all’infame pensiero di Marine Le Pen e dei suoi fascisti, oggi cade definitivamente dal piedistallo:

“Non prendo scorciatoie ma non nascondo nessuna pagina della storia. E il maresciallo Pètain fu, durante la prima guerra mondiale, anche un grande soldato. È una realtà del nostro paese”.

Ma l’Eliseo, dietro alle pressioni derivate dalla disgraziata decisione, ha fatto marcia indietro, come spiega Le Figarò, e Pétain non troverà posto nelle commemorazioni dei marescialli della Grande Guerra.

Uno scivolone assurdo e pesante. Ovviamente scioccate le istituzioni ebraiche francesi, Francis Kalifat presidente del Crif*, ha dichiarato:

“L’unica cosa che ricorderemo di Pétain, è che è stato, a nome del popolo, giudicato indegno di essere francese, al processo nel 1945”,

A rincarare la dose, senza lasciarsi sfuggire l’occasione, Jean-Luc Mélénchon leader di France Insoumise:

“Pétain è un traditore e un antisemita, Macron, questa volta è troppo, la storia della Francia non è un suo giocattolo!”

Le azioni degli uomini stabiliscono il loro ruolo nella storia, così è stato per Mussolini o Hitler, che furono bravi caporali durante la prima guerra mondiale. Pétain, pur non essendo Hitler, (facciamo infatti le debite proporzioni), è però, come stabilito dai francesi, indegno della propria patria. Quello di Macron è uno spregio che non può essere derubricato a svista. C’è chi ha voluto il boia degli ebrei francesi sull’altare degli eroi, e Macron non solo non ha fatto nulla per impedirlo, ma si è inerpicato in una difesa d’ufficio dal sapore amaro. Oggi la République ha fatto un passo indietro, in quello che è il suo ruolo di difesa della società civile in Europa, ed è Francois Hollande, mediocre ex presidente a dover recuperare i cocci:

“La storia non isola un passo, anche glorioso, di una carriera militare. Essa giudica l’immensa e indegna responsabilità di un maresciallo che ha deliberatamente coperto il suo nome e il suo prestigio con il tradimento, il collaborazionismo e la deportazione di migliaia di ebrei in Francia.”

 

*Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia

 

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