In ginocchio ma non per umiliarsi

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Ha i tratti ispanici, gli occhi di gaietto e i capelli come l’ala di un corvo. Zigomi alti da india e labbra carnose. Le sopracciglia corrucciate e spavalde in atto di sfida. Il vestitino succinto da cheerleader e i pon pon dorati stretti ai fianchi. È in ginocchio. Come i giocatori di football, come altre cheerleader, ispaniche e afroamericane.

Questa donna di cui non conosciamo il nome è l’ennesima a inginocchiarsi, a sfidare l’oscurantismo e le minacce di Trump. In ginocchio mentre suona l’inno nazionale, in ginocchio contro proteste e soprusi di un Paese in cui non si sente rappresentata.

La cheerleader, che per noi è la quintessenza del futile americano, la summa degli stereotipi, diventa un simbolo potente proprio per queste sue qualità.

Un’icona statunitense che si ribella, come i giocatori in armatura di plastica e maglia colorata, e proprio in quanto icona, più pericolosa. Facile attaccare le femministe, gli ambientalisti, coloro tacciati da Trump di essere fanatici, più difficile capire perché, chi nel sistema è inserito perfettamente, decida a un certo punto, davanti a milioni di persone di dire: io non ci sto.

Quella donna ispanica, lavora per il tifo organizzato dei 49ers, la squadra di Colin Kaepernick (leggi qui) che per primo aveva varato la protesta. Da due anni Kaepernick è stato isolato e non lavora più, ma la protesta non si ferma. Scrivevamo qualche mese fa proprio in merito al giocatore di football, diventato testimonial di nike:

“…Se il coinvolgimento di afroamericani e ispanici avverrà alle prossime elezioni, sarà anche grazie a persone come Colin Kaepernick, persone che sono, come dicono i suoi allenatori, dei condottieri d’attacco. Sulle 120 yarde, il tempo della difesa è finito, forse il calcio che porterà a segnare tra i pali bianchi della porta contro Donald Trump, porterà anche la firma di Colin Kaepernick.”

A dare una spallata alla squallida visione del mondo di Trump, divisiva e razzista, saranno proprio persone che si inginocchiano, ma stavolta non per umiliarsi.

 

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