La California brucia, Trump taglia i fondi

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I recenti devastanti incendi in California, che per ora hanno annichilito un’area grande come un quarto del Ticino, sono spunto per l’ennesima boutade del presidente USA Donald Trump, veicolata come sempre via Twitter:

“Non ci sono altre spiegazioni per questi enormi, mortali e costosi incendi in California se non la cattiva gestione delle foreste (…)Rimediate subito, oppure non avrete più fondi federali”.

A smentire Trump, se ce ne fosse bisogno, un meteorologo della CNN, il cui video di spiegazioni è diventato virale. Tom Sater spiega:

“Sapete che mi piace far parte del reparto meteo perché è neutrale. Fatta eccezione dei problemi legati ai cambiamenti climatici. Ma al di là dell’arena politica, tutto ciò è profondamente sbagliato. Proprio così, tutto questo non ha niente a che fare con la gestione delle foreste. Ecco qui, (indica un’immagine con la boscaglia californiana) non stiamo guardando una foresta densa, e questo vale specialmente per Malibù. La gestione delle foreste non ha nulla a che fare con venti che dalle montagne vengono giù dai valichi a 112 chilometri all’ora o con livelli di umidità che in un ora sono scesi dal 35% a cifre singole, più bassi della maggior parte dei deserti, ma ripeto, se arrivi a dire “Rimediate ora oppure vi taglieremo i fondi”, è come dire, citando uno dei tweet di risposta a quello del presidente, che verranno tolti i fondi al Centro Nazionale Uragani, finché non si riusciranno a fermare gli uragani stessi.”

Ora, arrivare ancora a negare, dopo i disastri degli ultimi mesi, che sia in atto un cambiamento climatico non è solo negazionismo, ma un agire da farabutti. Che poi la California sia invisa al presidente non è un segreto per nessuno. Lo Stao del Sole è infatti uno dei più moderni, aperti e sensibili ai temi dell’ambiente e della salute. Lo è oggi con la guida democratica di Jerry Brown, ma lo è stata anche fino al 2011 quando a governare era il repubblicano e muscolacciuto Arnold Shwarzenegger .

Oggi la California, troppo progressista per Trump, non incassa la sua solidarietà, ma delle vergognose minacce. Il che la dice lunga sulla levatura politica del presidente statunitense.

 

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