Le inutili lezioni di Tettamanti

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Tito Tettamanti, il novantenne miliardario nostrano dalle passioni liberiste, sembra essersi svegliato dal suo torpore, e ultimamente imperversa (di nuovo) per il Ticino. Corteggiato dai sovranisti per il suo gonfio borsello, Tettamanti si presta volentieri a sviolinate che reggono la coda a certi figuri.

Lo abbiamo letto in un articolo su Ticinolive, dove fa la difesa d’ufficio dei sovranisti, lamentando, come al solito, il fatto che questa vilipesa e maltrattata categoria verrebbe messa all’indice. E ha il coraggio di farlo citando Socrate:

“…Da sempre la società è impegnata, in realtà e con rapporti di forza diversi, a individuare le soluzioni migliori e più efficienti per organizzare la convivenza. Già Socrate nel Libro V della Repubblica di Platone parla della Città ideale. (…)”

Tettamanti che parla di buon governo? L’uomo che dimissionò da Consigliere di Stato per questioni legate al fisco e che elesse a suo domicilio Montecarlo? In questi casi, evidentemente, l’amore per il Ticino o per il buon governo ebbe un attimo di calo fisiologico.

Quella che Tettamanti, da liberista convinto, chiama “convivenza” è semplicemente il mercato, che si regola facendo fuori i poveri e favorendo i ricchi, come succede da sempre e come succederebbe ancora di più se lui e i suoi amichetti avessero carta bianca. E fa bene a cazziarlo, su Ticino Today, Filippo Contarini:

“…L’attacco biliatico sul finire è sguaiato: la colpa dei mali del mondo sarebbe delle ONG e del “politically correct”. Chiaramente non ricorda che lui volentieri si compra i giornali per influenzare l’opinione pubblica, evidentemente l’unica cosa “correct” è quella che dice lui. Va detto peraltro che fa un po’ specie il continuo utilizzo di questa contro-retorica degli uomini di ultradestra che cercano di sdoganare la loro lingua conservatrice come lingua giusta. Noi non pensiamo che le vostre boiate non van dette perché sarebbe “politically uncorrect”, noi pensiamo che sono boiate inumane, la capite la differenza? Perché vi ricordo che quella politica che giudica le persone a Chiasso in base al colore della pelle è amica vostra, non mia. Come si diceva l’altro giorno, contro questi sovranisti dobbiamo cominciare a essere concreti e chiari: buonisti un cazzo.”

Ad aggiungersi al circo Knie del sovranismo, una conferenza che si terrà domani 13 novembre a Chiasso, un “colloquio” tra Marcello Foa e il nostro Tettamanti, che sarebbe come a dire una conferenza dove Freddy Kruger discorre amabilmente con Chucky la bambola assassina.

Chi si illudeva di essersi tirato via dai marroni Marello Foa deve ricredersi, il giornalista pluralista e ora Presidente Rai è legato a doppio filo con Tettamanti e i liberaloni liberisti. Foa sembra divertirsi mentre prosegue, come Tettamanti, a darci lezioni di buongoverno, lui, quello pistonato da Salvini per la presidenza e con un figlio impiegato nello staff dello stesso ministro leghista.

Il titolo del “colloquio”, organizzato dall’associazione “CULTURA insieme”  è demenziale: “tra informazione e crisi della società: a che punto è la notte”.

Ve lo diciamo noi a che punto siamo: è notte fonda. Lo vediamo, proprio perché i lampionai che stanno facendo il giro e spengono tutti i lumini di una cultura democratica europea e Svizzera sono proprio Tettamanti e i suoi amichetti: Bannon, Le Pen, Salvini, Orban e compagnia bella. La notte sta arrivando di certo, e questa gente ci da ad intendere che la colpa è degli altri. Un miliardario novantenne e il servo di un ministro leghista a confronto. Chissà quante perle di saggezza verranno infilate nella collana del sovranismo liberista.

 

 

 

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