Parti naturali per meno costi

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Una proposta interessante viene da una cordata interpartitica, composta da Nicola Pini (PLR), Ivo Durisch (PS), Giorgio Fonio (PPD) e Amanda Rückert (Lega). Partendo dal presupposto che i parti cesarei in ospedale costano intorno ai 10’000 franchi, quelli normali intorno ai 6’000 mentre i parti a domicilio dimezzano ulteriormente i costi, attestandosi tra i 2’500 e i 3’100 franchi, ci si domanda se non sia utile incentivare parti naturali e a domicilio.

Leggiamo nella mozione:

“ (…)Si pone quindi una questione di opportunità non solo per quanto riguarda la parità di trattamento e il principio di equità, ma anche per l’aspetto meramente finanziario: di fatto, si disincentiva finanziariamente un metodo che – come detto, ma ribadiamolo: quando possibile – permette di abbassare i costi della sanità a carico del Cantone (e di conseguenza, seppur in minima parte, dei premi di cassa malati che ogni anno vediamo aumentare). A titolo di esempio si potrebbe citare la casa nascita “Lediecilune” di Lugano, attualmente l’unica di questo genere in Ticino che, assistendo ogni anno a una ventina di parti in sede e altrettanti a domicilio, porta a un risparmio per il Cantone da loro stimato a circa CHF 100’000/130’000 l’anno perché interamente coperto dalle casse malati secondo LAMal senza che il Cantone debba contribuire con il 55% come avviene per i parti ospedalieri. (…)”

Si cita in particolare l’esperienza del CHUV (ospedale universitario) di Losanna, che in cambio di dati statistici, copre a proprie spese il forfait richiesto dalle case nascita usando parte del contributo che il Cantone versa per ogni parto. Una misura che i mozionanti auspicano anche per il Ticino.

Un piccolo passo nella giusta direzione, a cui i Ticinesi sperano, ne siamo certi, ne seguano molti altri. Anche perché di chiacchiere se ne sentono tanti, ma di azioni serie e ragionate per diminuire i costi della salute, azioni che non penalizzino gli utenti, se ne vedono davvero poche.

 

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