Perché Plein è un fottuto genio

Di

Quando sei un genio del marketing non ci sono palle che tengano. Sei un genio. Hai idee stratosferiche, border, eversive. Perché il marketing è così oggi, da guerriglia, da spaccatura. Philippe Plein è un genio della moda. Un guappo della Fashion Valley.

La sua immagine per il Black Friday, quello di una bella donna assassinata, a due giorni dalla giornata mondiale della violenza sulle donne è un colpo da maestro.

Perché noi ci indigniamo, banda di polli, mentre chi compra le patacche di Plein si sente trasgressivo.

plein

D’altronde che etica vi aspettate da gente che spende centomila franchi per un giubbino di coccodrillo? Ed è lì il punto, signori. Philippe Plein non ha sbagliato. Non ha fatto una gaffe. Lui ha fatto il suo lavoro da cinico modaiolo, e cioè cavalcare quel politically incorrect che oggi è tanto trendy. Plein non fa che essere eco della società odierna, quella dell’odio, del disprezzo portati avanti dalle destre occidentali. Un disprezzo che parte da lontano, negli abissi della nostra anima e che finisce, sempre e invariabilmente per prendersela con le donne, unico e vero obiettivo sempiterno dell’odio maschile. Perché tolto l’odio per gli ebrei, per i neri, i migranti, i gay, rimane quello gigantesco per quella parte dell’universo che non è maschio. Perché la donna, che pure è generatrice e capostipite della razza, rimane preda dell’invidia, delle pulsioni infantili e troglodite di una società basata sulla forza. E quello che sta accadendo oggi, nel disprezzo del politically correct, del buonismo…è proprio ribadire il primato della forza bruta.

Plein non vende a me o a voi. Plein vende ai figli di Trump, a quei bischeri pargoli dei nuovi ricchi dell’Est o asiatici, che si fotografano davanti alle loro auto di lusso o seppelliti dai gioielli e dai soldi. In quell’immagine c’è proprio il concetto che descrivevo sopra. Sei figa, sei bella, hai i soldi, ma il padrone sono sempre io. E questo pensare fa paura.

Plein, o meglio i suoi pubblicitari, lo fanno senza cattiveria, è semplicemente business. Se raffigurare immagini di amorevoli suorine che nutrono orfani scheletrici facesse vendere di più lo farebbero. Ma il suo target, il suo obiettivo commerciale è il superlusso. Nelle sue sfilate rombano super truck dorati, sventolano paillettes, la lussuria dell’immagine è l’abitudine.

Come per i nobili decadenti prima della Rivoluzione francese, questi ricchi da operetta si nutrono di immagini dorate, di status symbol, di cinismo, facendolo diventare quasi religione. E noi poveri pezzenti glielo permettiamo. Li guardiamo come principesse e principi, cerchiamo di emularli. Lontano è il senso di rivalsa della rivoluzione, quello delle tricoteuses, le magliaie, che assistevano sferruzzando alle decapitazioni dei nobili per non perdere un franco di lavoro.

Serve coscienza e consapevolezza, oggi come non mai, serve ricordarci quali sono i veri valori, che non albergano in un Black Friday, ma in parole come Liberté, Égalité e Fraternité.

 

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!