Tuto Rossi, sempre peggio

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Avremmo voluto lasciarci alle spalle la triste questione di Tuto Rossi e del suo video demenziale (leggi qui). Purtroppo, passando i giorni la questione diventava sempre più grottesca.

Prima l’attacco, dove Rossi finiva per dare degli idioti a mezzo mondo, poi l’imbarazzante amore improvviso nei confronti degli abitanti della Val di Blenio. Una difesa che dire patetica è poco, dove Rossi sciorinava riga dopo riga il suo amore per la valle, per i formaggi, per le alpi e le passeggiate, per lo sci e per tutti i cliché che si riesce ad appiccicare ai bleniesi.

Ci mancava solo che dicesse che va a letto vestito da bleniesina e avrebbe raggiunto l’apice del kitsch.

Parlavo ieri con un bleniese, che mi diceva che la Valle di Blenio oggi è molto di più di quello che Rossi decanta, era offeso nuovamente per la retorica. La valle è lavoro, cultura, musica, arte, la valle non è più solo un manipolo di contadini da cartolina, di maestri di sci e di casari.

Poi Rossi, un paio di giorni fa si fa un selfie con due suoi clienti, che hanno denunciato dei maltrattamenti in un ricovero per anziani. Cosa pregevole (non l’autoscatto ma la denuncia). Delle due persone presenti nella foto, uno è un uomo di colore. Rossi naturalmente, tra una cosa e l’altra faceva rimarcare quanto forte fosse la sua amicizia coi due. Non sarà sembrato vero a Tuto, che ovviamente si fa dei selfie con tutti i clienti, di avere una persona che corroborava la sua completa estraneità a qualsiasi forma di razzismo. Poi per ultima, arriva la pubblicazione della foto di una bella ragazza di colore. Scrive La Regione Ticino in un suo articolo di sabato:

“Lo scorso venerdì Tutto Rossi ha condiviso con i suoi follower la fotografia di una bella ragazza di colore (quella raffigurata nell’immagine di quest’articolo) che era stata pubblicata su una pagina Facebook brasiliana. Fin qui, nulla di anomalo. Se non fosse che la pagina da cui l’avvocato Rossi ha attinto – che pubblica regolarmente immagini di bambine, ragazze e donne di colore – si chiama “Negras”, vocabolo che anche in portoghese può avere una connotazione razzista offensiva.”

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Qua il problema non è il razzismo, ma il patetico tentativo, come nel caso di Roberta Pantani, di mettere una pezza ad un agire insulso, e mettercela pure male. Il silenzio sarebbe la cosa migliore, ma nella foga di smarcarsi si fanno donazioni ad associazioni benefiche che lavorano con l’Africa (Pantani) (leggi qui) o si postano foto di belle ragazze nere, come se lo si facesse d’abitudine.

Insomma, se volevate la dimostrazione di come la pensano Pantani e Rossi oggi lo sapete. Il loro pensiero è purtroppo legittimo, anche se non appartiene alla maggioranza dei ticinesi. Il loro pensiero scorre sotto la cenere come brace, pronto ad esplodere. Dovremo decidere noi se essere colpiti dall’esplosione o se essere artificieri.

 

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