Bolle mille bolle RUAG

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Ma guarda un po’. Ci risiamo. Dopo le spese allegre di alcuni quadri del nostro esercito, funzionari che per lo sperpero di denaro pubblico avevano fatto notizia esattamente un mese fa (leggi qui), ora, di nuovo sotto i riflettori c’è finita l’azienda probabilmente più illustre dell’industria bellica svizzera.

Il colosso RUAG, controllato dalla Confederazione e con un giro d’affari annuo di poco meno di un miliardo di franchi, avrebbe gonfiato ad arte le fatture per un totale di circa 400 milioni. Un bottino frutto di una truffa portata avanti per anni. In barba a tutti coloro che cercano di far quadrare i conti senza balle o bolle truccate, giochi contabili, o peggio, di prestidigitazione.

Soldi spillati al Dipartimento federale della difesa per i lavori di manutenzione effettuati sugli aerei della nostra flotta da combattimento. Uno di quei beni di lusso che il nostro esercito, da decenni, si è concesso e tutt’ora si concede malgrado l’effettivo bisogno di un squadriglia di caccia per il minuscolo spazio aereo elvetico risulti un po’ come ostinarsi a voler guidare una Ferrari in un’area urbana il cui limite è di 30 km/h.

I nuovi dettagli emersi dall’indagine in corso e anticipati da Ostschweiz am Sonntag e Zentralschweiz am Sonntag ci aggiornano su quanto era già venuto a galla all’inizio dell’estate riguardo alle fatture gonfiate. Stando all’indagine del Ministero pubblico della Confederazione, RUAG ha utilizzato i soldi spillati, soldi in eccesso riguardo alla reale manutenzione effettuata, per sovvenzionare altri settori, in particolare quello dell’aviazione civile.

Un costo aggiuntivo per la manutenzione di aerei ed elicotteri stimato attorno al 30% in più, vale a dire grossomodo 40 milioni ogni anno, sull’arco di un decennio. Una storia che – malgrado RUAG respinga ogni accusa al mittente – ci racconta di come ci siano settori della cosa pubblica e aziende che, pur di rimanere a galla in un mondo in cui la competizione si fa sempre più spietata sono disposti a fare carte false e ad attingere ai portafogli di noi tutti. Prima Autopostale e ora RUAG. Ma la trama principale rimane la solita. Abracadabra, Simsalabim, con il trucco e con l’inganno, facciamo affari e qualche danno!

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