Casapound, finalmente uno stop dalla legge

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Il settembre scorso a Bari, dopo un manifestazione antirazzista e antifascista della sinistra, alcuni manifestanti furono aggrediti al ritorno, in quella che era sembrata proprio una specie di spedizione punitiva. Colpevoli del fattaccio, i membri di Casapound della città.

La cosa aveva fatto molto scalpore, perché non si trattava di scontri tra manifestanti, quanto proprio di un’aggressione a sangue freddo, con spranghe e oggetti contundenti.

3 persone erano finite all’ospedale, e la sensazione che i fascisti di Casapound fossero impuniti era stata forte.

Oggi qualcosa però è cambiata, per due motivi: il primo è che la legge ha agito, non solo indagando le persone, ma anche sequestrando la sede di Casapound a Bari. C’è da dire che ha di sicuro aiutato, se così si può dire, che uno degli aggrediti fosse Antonio Perillo, assistente parlamentare dell’eurodeputata Eleonora Forenza (anche lei presente al momento dell’aggressione).

Ma c’è un secondo fattore, molto importante, soprattutto in un Paese dove l’apologia di fascismo è reato ma ampiamente tollerata: Casapound è indagata per “riorganizzazione del disciolto partito fascista” che è, come dicevamo, illegale dal dopoguerra. In dettaglio la Procura contesta ai seguaci della tartaruga di:

“aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista e di aver attuato il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica”.

Si è chiuso gli occhi per troppo tempo. I fascisti, sdoganati prima da Berlusconi e accolti a braccia aperte da Salvini ricevono, perlomeno formalmente, una battuta d’arresto. Non ci illudiamo che cambi davvero qualcosa, ma di sicuro un primo stop è stato messo. L’evidenza del problema, espresso in tutta la sua stringente logica, è chiaro ora, non puoi andare in giro in camicia nera, fare il saluto fascista, inneggiare al Duce e negare che stai facendo ciò che la società civile ti ha impedito di fare. Perché ricordiamolo sempre, fino alla nausea: il fascismo non è un’ideologia ma un crimine

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