Dimissioni del consigliere leghista Seitz

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Marco Seitz, il consigliere comunale leghista, ha dato le dimissioni. Più che doveroso, quasi imprescindibile, vista la condanna del ministero pubblico (lieve) per la sua abitudine di molestare sessualmente donne via telefono.

Dunque abbiamo di fronte a noi un consigliere comunale e giudice popolare che, col suo agire, ha messo un bel po’ d’ansia alle sue vittime.

Perché se per alcuni un comportamento del genere può sembrare ridicolo e divertente, lo è meno per le donne che le telefonate le ricevevano.

Oltre al caso per il quale è stato condannato si parla, per Seitz, di 5/10 telefonate giornaliere a donne sconosciute negli ultimi anni, per un totale superiore alle 15’000. Insomma, ridiamo da una parte, ma poi se ci immedesimiamo nella vittima, possiamo immaginare la paura e l’ansia, perché chi ha subito comportamenti del genere sa benissimo che non tutto finisce quando si toglie la comunicazione. Si diventa ansiosi, paranoici, e si finisce per vedere ombre dietro ogni angolo.

A questo punto le dimissioni del consigliere comunale leghista finiscono per diventare una fuga, dovuta probabilmente alla vergogna più che a un pentimento. Stranamente, la riprovazione feroce per la frontaliera che aveva insultato i poliziotti svizzeri (leggi qui) in seguito a una multa, scompare praticamente in questo caso, dove per un reato molto più serio è coinvolto un autoctono, che è oltretutto in politica e appartiene alle giurie popolari nei processi.

Seitz ha contribuito anche lui a questo clima, mentre faceva interrogazioni in Municipio lamentandosi che alla Bacchica non erano favoriti i ticinesi, essendoci anche espositori stranieri, o che si lagnava per la rimozione della croce (bastava chiedere, era a restaurare) sulla camera ardente del cimitero di Lugano.

Problemi grassi, che richiedevano di sicuro la presenza di un personaggio del genere, che tra una telefonata e l’altra alla disgraziata di turno trovava il tempo per queste interpellanze epocali.

Insomma, Seitz ha pagato (poco) con le dimissioni. Di sicuro più pesante è l’esposizione pubblica delle sue deviazioni. Un prezzo pesante anche per lui. Come pesante è stata la valanga di cattiveria vomitata sulla frontaliera, sciocca da una parte nell’illudersi che su FB o su Instagram esista la privacy. Due vite interrotte, notti insonni a darsi, probabilmente , degli scemi.

Una differenza però esiste, Seitz incarnava il potere politico e giudiziario, seppur ai gradini più bassi. Chi doveva essere da esempio è diventato motivo di vergogna. Diverso è per la frontaliera, che per aver detto quello che tutti noi abbiamo pensato spesso, ha visto sfumare un bel lavoro.

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