E per Natale? Libri che parlano di libri

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«L’autore porta i panini, il lettore organizza il picnic», questa, di Tzvetan Todorov, è una delle più belle massime riferite al mondo della lettura. Un libro non è mai uguale; se in mano ad uno o all’altro, cambia. Così come muta con il passare del tempo: lo stesso romanzo letto a quindici anni non è uguale se letto a cinquanta. Non parliamo poi delle riletture in cui, ovvio, certe opere risplendono ancor di più mentre altre si rivelano nella loro pochezza.

Fin qui il ragionamento sembra filare e pochi possono obiettare. Ma … , ma se pensiamo alle strenne, ai regali librari natalizi, allora la questione si complica. Quale titolo regalare ? E nella scelta il peso maggiore lo mettiamo sul donatore (che prova a lanciare un messaggio con un certo titolo) oppure sul ricevente (i cui interessi possiamo più o meno immaginare) ?

Un dilemma la cui soluzione è difficile e facile nello stesso tempo. Perché un libro, male che vada, non si butta mai via, non ha una data di scadenza. A meno che non sia un qualche instant book «usa e getta» e … ce n’è in giro, magari anche griffati (ogni riferimento a Paolo Cognetti, il grande Autore de «Le otto montagne», non è qui casuale, il suo recente «Senza mai arrivare in cima» è veramente imbarazzante). Se evitiamo i volumi che fra un mese avremo già tutti dimenticato non ci restano che i «classici» (non necessariamente un Nobel…, meglio andare sul sicuro con un russo, non importa se dell’Ottocento o del Novecento), un qualche «personalissimo must» (per chi scrive «Le braci» di Marai e «Conversazione in Sicilia» di Vittorini, senza dimenticare «Chiamalo sonno» di Henry Roth -Henry!-). Altra risposta possibile, un po’ furba perché rimanda ad altri la decisione, è quella di fare capo a «libri che parlano di libri». E qui abbiamo un po’ di titoli.

A cominciare dall’affascinante «Atlante dei luoghi letterari», Rizzoli, a cura di Laura Miller (non l’attrice bensì la collaboratrice, per questioni letterarie, di «The New Yorker», «The Guardian» e «New York Times Book Review»). Un viaggio attraverso 4’000 anni di narrativa (dall’Epopea di Gilgamesh a «Due anni, otto mesi e ventiquattro notti» di Salman Rushdie). Diviso in 5 capitoli e riccamente illustrato l’Atlante fa venire una gran voglia di leggere.

Altro titolo suggestivo arriva dalla casa editrice Minimum Fax per la penna di Luca Briasco. L’autore è probabilmente il più grande conoscitore di letteratura americana (oltre ad essere uno dei più apprezzati traduttori italiani dall’inglese) che ci offre in dono la proposta di un percorso di lettura davvero affascinante. 40 scrittori, noti e meno, che vengono presentati attraverso testi e riflessioni. Un libro che inizia quando lo si è appena finito di leggere. Un libro dal titolo molto pesante («Americana» che richiama Vittorini) che mantiene le promesse: scopre un mondo e invita ad esplorarlo.

Ultimo titolo che ci sentiamo di proporre è «A libro aperto: una vita è i suoi libri» di Massimo Recalcati (ed. Feltrinelli). Qui il celebre psicanalista lacaniano non si limita a proporre i dieci libri a lui più cari, quelli che l’hanno fatto sussultare e piangere, commosso e cresciuto. C’è di più. C’è una passione contagiosa, c’è una consapevolezza sul senso del leggere che è poi quello del vivere. Davvero entusiasmante. Un bel po’ di benzina sulla brace che ognuno di noi si porta dentro.

«Atlante dei luoghi letterari», 2015, di a cura di Laura Miller, ed. Rizzoli, tr. Stefano Chiapello, pag. 320, Euro 35,00, 2018.

«Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea», 2018, di Luca Briasco, ed. Minimum Fax, pag. 311, euro 18,00.

«A libro aperto: una vita è i suoi libri», 2018, di Massimo Recalcati, pag. 185, euro 16,00.

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