Galeazzi e la tregua di Natale

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C’è un film francese molto commovente, candidato all’Oscar e al Golden Globe come migliore film straniero, girato nel 2005. La pellicola si intitola Joyeux Noël e tratta di una storia vera. Nelle trincee sulla Somme si fronteggiano nel primo conflitto mondiale francesi, britannici e scozzesi da una parte, e tedeschi dall’altra.

Le bombe seminano morte, le pallottole dei cecchini falciano chiunque metta fuori il naso da quei buchi fangosi. Siamo nel 1914, agli albori della Prima Guerra Mondiale. Tra quelle trincee, alla vigilia di Natale succede qualcosa di magico e meraviglioso.

I tedeschi cominciano a mettere candele sulle trincee e a decorare alberelli improvvisati. Poi intonano canzoni natalizie. Dalle trincee scozzesi rispondono le cornamuse e dai fossati francesi partono altre canzoni. Si decide una tregua bilaterale dove si possano seppellire i morti. Tedeschi, francesi e inglesi parteciperanno a funzioni religiose comuni, si scambieranno regali e improvviseranno anche delle partite a calcio nella terra di nessuno.

Scusate il divagare, parlo di questo per dire che lo spirito festivo è sceso anche su di noi. Tiziano Galeazzi, consigliere comunale UDC, si era iscritto alla nostra festa di sabato. Galeazzi, spesso massacrato nei nostri articoli, è oggettivamente l’antitesi del pensiero di GAS, eppure, quella sera, come nella magica tregua di Natale, abbiamo accolto Galeazzi come figliuol prodigo, e al saldo di battutine caustiche, abbiamo condiviso desco e stupidate con lui.

Galeazzi è finito idealmente nel nostro presepe, e tra luci ammiccanti, pastori e pecorelle ha trovato anche lui il suo posto.

Come per la tregua di Natale, a volte dispiace pensare di essere su fronti contrapposti, sappiamo però che domani ricomincerà la vita vera, quella delle bombe e delle pallottole che fischiano e non ci sarà pietà per nessuno. È la politica, sono le idee, che non possono trascendere donne e uomini. Penso però che a volte tutti noi avremmo bisogno di una tregua, per smetterla di accapigliarci, anche per motivi più che nobili, sederci e bere un bicchiere di vino.

Poi si sa, la vita è quella che è, e se sei in trincea certi lussi sono rari. E noi di GAS in trincea ci viviamo da quattro anni, gli anni di quella guerra infame che durò dal 1914 al 1918. E allora, che questo video sia come un regalo per le feste, un cammeo di gioia e divertimento in cui una sinistra barricadera e schierata ha aperto le porte al soldato prussiano. Quando dovremo ricominciare a sparare lo faremo per senso del dovere, ma una lapide col fiorellino a Galeazzi non la toglie nessuno! (clicca qui per il video)

Buone feste a tutti, gassosi e non.

 

 

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