Galeazzi? Un pacco per Natale!

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Nonostante appartenga al gentil sesso e l’avanzata inarrestabile delle quote rosa imperversi ormai a tutti livelli e si insinui nei meandri più reconditi di Elvezia, mi vedo costretta a dover chieder venia per non aver potuto declinare lo scritto al femminile.

Mi spiace, ma qui si parla di un uomo tutto d’un pezzo e mettergli il tutù rosa sarebbe stato sconveniente, fosse anche solo per Natala.

Quel che non uccide, fortifica.

Il mio pacco l’ho ricevuto e il mio Gesù Bambino è già arrivato!

Aver trascorso l’intera serata sotto lo stesso tetto con un esponente UDC mi ha dato modo di allargare gli orizzonti e misurare la capacità di condivisione a tutte le latitudini.

Ma parliamo di cose belle: le strenne stanno arrivando, le renne sono già in cammino, una marea di San Nicolao invade i centri commerciali da qui all’eternità e il via all’estenuante corsa al presente migliore, al dono più bello, al regalo più utile, al negozio più in, è già iniziata.

I doni sono in bella vista, i nostri maroni in caduta libera, e anche quest’anno se passeremo indenni i preliminari e riusciremo ad assaggiare il panettone, sarà solo un puro caso.

Ma andiamo al dunque prima che la luna faccia di nuovo capolino, e il dì volga al termine.

Vi sto brevemente a narrare di goliardiche incursioni di un piccolo uomo di nome Galeazzi, un uomo che ha sfidato i titani e con insana autodeterminazione ha partecipato alla festa di Natala del GAS, suscitando scalpore a destra e a manca, sui social e non.

Ma quanto t’attizza il Galeazzi?

Le nostre porte sono aperte, i ponti in costruzione. Non erigiamo muri e ti accogliamo, come lo faremmo con qualsiasi senzatetto di Piazzale Loreto.

Siamo aperti a tutto e a tutti! Vuoi che non lo fossimo anche con te?

Ma analizziamo cosa ha portato il nostro bel Galeazzi, florido esponente UDC ad un atto tanto estremo, quello di decidere con impavido coraggio di partecipare alla festa del GAS, ricoprendosi così di un’onta difficilmente biodegradabile.

Con l’aiuto dello psichiatra e del nostro sostegno spirituale, abbiam buttato lì qualche ipotesi,s ul motivo che avrebbe indotto il buon uomo a cercar rifugio un freddo sabato sera in quel di Besso, luogo mal frequentato e noto ricettacolo di spacciatori stranieri.

Piccolo uomo non andare via, io piccola donna che farei…

Il malcapitato cercava un posticino al caldo in una serata deserta e invernale?

È stata forse la fuga di gas al palazzo di Plein che gli ha impedito di unirsi a loro per una pizzata sul tardi?

Voleva entrare alla festa Techno di Fra Martino, ma avevano già chiuso le porte, per il tutto esaurito?

Anche Galeazzi è un uomo e i buoni propositi si fanno prima di Natale?

Si è perso seguendo il nuovo piano viario, ed è approdato in uno stato confusionale nel posteggio sottostante allo spazio ADO?

Voleva vedere come ci si possa divertire, senza per forza odiare il tuo prossimo?

Ha sentito che, nonostante la cena proletaria e anche un po’ etnica, il buffet dei dolci non era male?

Ha commesso un errore imperdonabile, ma se n’è accorto troppo tardi?

Non era mai stato allo spazio ADO?

È stato colto da un’improvvisa presa di coscienza?

È un uomo che non deve chiedere mai e voleva mostrare di come si trovi a suo agio anche tra i disadattati?

Aveva voglia di una scappatella e la festa del GAS gli ha permesso di evadere dalla grigia routine dell’UDC?

Ha sentito la voce di Pinoja che gli diceva di non farlo, ma ormai non poteva più tornare indietro?

Sta ancora accusando i postumi dopo la sconfitta dell’ultima votazione, la quale pare gli abbia procurato danni irreversibili?

Ha letto sulla locandina “Poveri ma belli” ed è accorso in volata?

Voleva fare l’infiltrato speciale?

O seguire il motto:”Se non puoi combatterli, alleati!”?

Un pacco e due palle

Ma dai, nulla di tutto ciò!

Anche se a pensar male, la tentazione ti viene…

“STRANO!” ci siam detti, non costruiamo muri, ci piacciono anche se non sono ariani, a noi le pecore van bene di qualsiasi colore, i minareti di qualunque altezza, del burqa non ce ne fotte nulla e non siamo per l’autodeterminazione, neanche quella in vitro.

Ma vuoi allora vedere che è il diverso che attizza?

Ma poi in fondo che male c’è? Siamo o non siamo aperti a tutto?

E poi basta, sempre a pensar storto, sempre a pensare al complotto, ad elucubrare sui massimi sistemi.

Quell’oscuro oggetto del desiderio

Pare invece che il bel Galeazzi sia avvezzo a scorrazzare per feste rionali, qualunque esse siano, purchè giri e si muova un elemento naturale imprescindibile.

E pare anche sia venuto, non tanto per fumare il kalumet della pace, come ama raccontare, ma piuttosto per autodeterminarsi e sostenere a gran voce che, l’unica cosa alla quale fosse realmente interessato, a parte Mystic Barrito, e il tortino al cioccolato, e fosse la quota rosa presente alla serata. E voleva dare un ultimo colpo di coda prima che Freysinger sbarcasse in Ticino e ammaliasse tutte quante col suo codino.

Qual più bel inno e tributo ad ella?

Ed essendo il baldo Galeazzi un poliglotta e seguendo un ragionamento arguto, se tanto gli dà tanto, una figa alla festa del GAS diventa FIGAS, dallo spagnolo con desinenza plurale…

E come ragionamento vieni poi anche a dirmi che fa una piega.

A quello era interessato, altro che infiltrato e infiltrato!

Ma Cristo Santo mi chiedo io, è mai possibile che siate sempre lì a pensar male?

Io il mio pacco l’ho già aperto, e voi siete già lì o state ancora ad addobbar con le bocce?

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