Get out

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Io non sono un grandissimo fan dei film horror. Non capisco il brivido dell’essere spaventati, non mi rendo conto della scarica adrenalinica del terrore. Tuttavia, esistono dei film in grado di trasmettere un’angoscia tale da farmi passare molto tempo a letto, con gli occhi spalancati, a rimuginare su quanto ho appena visto.

È il caso di “Get out”, o “Scappa” in italiano. Esordio del promettente regista Jordan Peele, il film ha come protagonista Chris, un ragazzo di colore interpretato dal magistrale Daniel Kaluuya, un uomo in grado di mescolare la normalità tipica degli attori britannici con un’espressività di prima categoria.

Il film inizia in modo innocente, con Chris che si appresta a passare il weekend a casa Armitage, dai genitori della fidanzata. Il weekend sarà un crescendo di follia, mentre Chris si rende lentamente conto di come qualcosa non sia giusto, per poi venire investito dalla realtà, secondo cui la famiglia Armitage ha sviluppato una procedura ai limiti del sovrannaturale per ottenere qualunque cosa da giovani persone, relegando la loro coscienza a un fato di perpetua e eterna sofferenza.

Il film è diretto e scritto in modo magistrale, una spirale di realtà assurde e angoscianti che prendono forma sempre più rapidamente, travolgendo il protagonista, che si vede costretto ad affrontare la prospettiva di un destino tanto orribile da potervi preferire la morte. Il film cerca anche di porre la lente sulle questioni razziali negli Stati Uniti, suggerendo come le élite bianche e il potere economico possano avere potere assoluto sulle classi meno agiate come appunto le minoranze afroamericane. Questo aspetto è anche una dichiarata critica del liberismo americano, che è trasposto dalla sceneggiatura come la possibilità dei ricchi di sfuggire persino alla morte, mentre i poveri sono costretti alla totale impotenza. Il tutto condito dagli sproloqui paranoici dell’amico di Chris, che funge da sollievo comico e come deus-ex-machina per portare al film l’aura satirica che dona alla pellicola gran parte della sua peculiarità.

 

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