Hai più paura di vivere o di morire?

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“Hai più paura di vivere o di morire?” – le chiede lui. Lei esita l’attimo di un sospiro e poi dice: “di vivere”. Io la guardo, e sento un pugno nello stomaco. Lei è la donna che ci ha cresciuti, nostra madre. Restiamo lì seduti tutti e tre a guardarci, lei, lui e io. Silenzio.

“Hai più paura di vivere o di morire?” La domanda mi riempie la testa per tutta la sera e la notte. Il mattino presto esco di casa. Scendo lungo la strada che porta al lago: fa freddo, cammino spedita, il cane che mi trotterella accanto. Supero una signora anziana con un cappotto blu. Cammina guardinga, per non cadere. Sta portando il sacco dei rifiuti al cassonetto. Lei, ha più paura di vivere o di morire? – mi domando. Forse ha più paura di morire, con il pattume in casa. La sento dire qualcosa, ridacchia. Il sole scalda la nebbia del lago, gente che corre, cigni invadenti avanzano dinoccolati. Una signora con il cane mi vede e si ferma: “Maschio o femmina?” – chiede. “Femmina”. “Il mio è maschio, cioè in realtà non è il mio. Io sono troppo vecchia per avere un cane e allora porto a spasso quello dei vicini. Almeno faccio una passeggiata”. Ha più paura di vivere o di morire, la signora? Di morire, e lasciare un cane orfano del suo affetto. Proseguo, come a cercare qualcosa. Un vecchio fotografa con il telefonino un passerotto fermo sul pedalò. Troppo fermo per stare bene, quel passerotto. Più avanti scorgo due uomini che sorreggono con cura una statua, la portano piano verso il pontile, dove ci sono già Maria, Giuseppe, il Bambin Gesù: il presepe da mettere sott’acqua. Turisti giapponesi si fanno i selfie tra i gabbiani, in lontananza le figure coordinate dei canottieri muovono la superficie del lago. Un signore con la calzamaglia corre verso di me, l’andatura storta. Il suo braccio destro non funziona, mi dico che è un reduce di qualcosa. Ha più paura di vivere o di morire, lui? Di morire, visto che corre così, e che forse se l’è già vista brutta una volta. Ma dove sono quelli che hanno paura di vivere? Sono io che non li vedo? Perchè? E io, ho più paura di vivere o di morire, io? Di morire, certo. E allora forse quelli che hanno paura di vivere non li ho visti perchè mi sono passati accanto come fantasmi.

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