I vignettisti di destra non fanno ridere

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Vi giuro che non sono invidioso. La spinta per questo articolo viene certo dal fatto di essere di sinistra, ma in buona parte da un sincero disagio professionale.

Anche io sono vignettista satirico e politico. Mica è un mestiere facile, se riesco ad azzeccare una vignetta su tre mi reputo fortunato.

Ghisberto e Marione sono due tizi che disegnano. Sono tra i rari vignettisti di destra. Il perché siano rari si spiega se vedete le vignette dei due macachi. La loro popolarità è dovuta a due fattori: il primo è che chi è di destra e odia gli immigrati e la sinistra condivide in automatico anche la più infame cagata prodotta, il secondo è che la sinistra fa altrettanto, in un assurdo paradosso, per riderci sopra.

La sinistra, che rimane dolcemente basita e divertita di fronte a queste tristi rappresentazioni, diventa inconsapevole vettore della loro popolarità.

vignette 1

Le produzioni di Ghisberto e Marione che qui alleghiamo sono rappresentazioni di parte (e ci mancherebbe) ma totalmente prive di humor. Sono l’equivalente dei manifesti fascisti dove il cattivo ebreo o il militare sovietico venivano dipinti con la gobba, il naso adunco e le mani feroci pronte a ghermire. Non esiste una battuta reale, o se c’è è talmente scarsa da lasciare perplessi anche i bambini delle elementari. Per Ghisberto e Marione, le donne di sinistra sono bruttissime e con le tette pendule, gli uomini sono capelloni, vestiti di stracci e puzzolenti. Una serie di stereotipi un po’ patetici, e se capiamo puzza e bruttezza, la storia delle tette pendule come salsicce lascia un po’ confusi.

vignette 2

Quella che fanno Marione e Ghisberto, alla fine, è propaganda, non humor. Io ho visto vignette di destra divertenti (raramente) e lo ammetto quando qualcuno riesce nell’arduo compito di dare addosso a dei poveracci e farmi ridere. Ma quello che fanno questi due personaggi trascende la satira per diventare solo bieco asservimento al potere.

Perché siamo alle solite, è difficile fare humor quando stai dalla parte del più forte. La satira è fisiologicamente all’opposizione e l’opposizione è spesso di sinistra, tutto qui.

E purtroppo per Marione e Ghisberto, erano più divertenti le vignette del ventennio fascista sulla Domenica del Corriere.

vignette 3

Non è un caso che i due si lamentano, nonostante i milioni di babbei che li condividono, di non lavorare per nessun giornale. Non è una questione di potere o politica, è che nessun direttore di giornale, nemmeno Sallusti, ospiterebbero boiate del genere sul proprio quotidiano. Perché se non mi fai ridere, sorridere o almeno pensare, la tua vignetta non vale un copeco.

E le vignette di Ghisberto e Marione, semplicemente, non fanno ridere, sono fatte per cercare consenso attraverso la rabbia. Come una ragazzina procace che mostre le tette su Instagram.

Oddio, lungi da me dire che a sinistra tutte le vignette fanno ridere, questo no, anche in quest’alveo c’è spesso retorica, ma nella media, è come paragonare il Tetro della Scala al Sociale di Bellinzona.

E anche io, stavolta consapevolmente, faccio pubblicità a questi due personaggi equivoci, che vivono il loro momento di gloria ma che andranno presto nell’oblio senza averci guadagnato granché.

Semplicemente perché non fanno ridere, e non è una questione di parte, ma un’oggettiva analisi professionale.

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