In Danimarca, sull’isola che c’è

Di

C’è un’isola in Danimarca che presto accoglierà i richiedenti asilo la cui domanda non è stata accolta e che, per ragioni diverse, non possono essere rispediti al mittente, cioè nelle loro rispettive nazioni d’origine. In pratica saranno un centinaio i richiedenti respinti e con loro gli stranieri condannati per reati di varia natura che, a partire dal 2021, verranno confinati sull’isola di Lindholm, un’isola difficilmente raggiungibile che si trova a poco più di tre chilometri dalla costa, nel bel mezzo del mar Baltico.

In un Paese già noto per le rigidissime leggi in materia d’immigrazione, il governo formato da una coalizione di centrodestra ha scelto di punire questi ospiti indesiderati mandandoli in esilio su di un fazzoletto di terra grande meno di un chilometro quadrato, in pratica disabitato, dove al momento c’è solo l’Istituto danese di veterinaria che conduce le proprie ricerche sulle malattie infettive d’origine animale.

Un luogo che, nelle intenzioni della ministra per l’integrazione Inger Støjberg, deve far capire a questa gente che non sono affatto graditi. Famosa per aver già dato prova in passato di scarsa empatia e di non farsi troppi scrupoli sulla questione immigrazione, la signorina Inger ha rincarato su Facebook la dose giustificando la scelta di questo luogo inospitale con un: “In Danimarca non li vogliamo, e se ne accorgeranno”.

A esemplificarlo c’è perfino un’animazione realizzata dal Partito Popolare Danese e pubblicata su Twitter in cui si vede un uomo barbuto e con la pelle scura che indossa degli abiti di certo non occidentali mentre viene scaricato sull’isola con una scritta che recita: “Dato che non possiamo sbarazzarci di loro, per ora li trasferiamo sull’isola di Lindholm, in un nuovo centro nel quale saranno costretti a pernottare sotto la sorveglianza della polizia.” Intanto in sottofondo si sentono solo versi di gabbiani. (Il video)

Ma, niente di cui preoccuparsi davvero. Perché di esempi, di isole o ghetti fatti apposta per deportare migranti, criminali o più in generale persone considerate esseri umani e cittadini di serie zeta ce ne sono a bizzeffe. Il passato più o meno recente ne è pieno. Dall’Australia che fu una colonia penale inglese fino a Ellis Island dove i migranti che arrivavano dall’Europa, nelle vignette satiriche dell’epoca erano i ratti irlandesi e italiani, se ne dovevano restare in quarantena per settimane prima di potersi spartire pure loro un pezzetto del grande sogno americano. Insomma, scordatevi l’isola che non c’è di Peter Pan, perché Lindholm sarà piuttosto l’ennesima Alcatraz, frutto succulento della migliore intellighenzia scandinava.

 

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!